Zurigo, referendum anti-immigrazione: Svizzera al voto per il tetto a 10 milioni di abitanti

La Svizzera si prepara a un voto cruciale che potrebbe ridisegnare le politiche demografiche e migratorie della Confederazione. Il prossimo 10 giugno, i cittadini elvetici saranno chiamati alle urne per esprimersi su un quesito referendario promosso dall’UDC (Unione Democratica di Centro), il principale partito di destra del Paese. L’iniziativa, ribattezzata “No a una Svizzera da 10 milioni”, punta a fissare un limite massimo alla popolazione residente, stabilendo un tetto invalicabile.

Secondo la proposta, qualora il numero degli abitanti dovesse superare la soglia dei 9,5 milioni (attualmente sono circa 9,1), scatterebbero automaticamente misure restrittive per bloccare nuovi ingressi. Il governo e il Parlamento federale sarebbero obbligati per legge a negare l’accesso a ulteriori immigrati, inclusi i richiedenti asilo e coloro che chiedono il ricongiungimento familiare, fino al ripristino del limite demografico.

Le motivazioni addotte dai promotori riguardano la presunta pressione esercitata dall’aumento della popolazione sui servizi pubblici, sulle infrastrutture e sul mercato immobiliare, con un conseguente rialzo degli affitti. L’UDC sottolinea come la crescita demografica elvetica nell’ultimo decennio sia stata cinque volte superiore alla media europea, con oltre un quarto dei residenti privi di cittadinanza svizzera.

Di contro, il fronte del “no”, sostenuto da governo e maggioranza parlamentare, lancia l’allarme sui rischi economici. Un eventuale successo del referendum potrebbe paralizzare settori chiave che dipendono dalla manodopera straniera e mettere a repentaglio i delicati accordi bilaterali con l’Unione Europea sulla libera circolazione delle persone, pilastro fondamentale per l’economia nazionale.