
E’ il 1912. Il poeta Giovanni Pascoli (Federico Cesari) è morto e un treno parte da Bologna per le sue esequie con studenti, autorità e parenti, tra cui la sorella Maria, chiamata Mariù (Benedetta Porcaroli).
Il viaggio riflette il lutto del Paese, dove persone di tutte le classi sociali rendono omaggio al poeta.
Prende il via da qui la storia che Giuseppe Piccioni racconta nel film Tv “Zvanì – Il Romanzo Famigliare di Giovanni Pascoli”, che, dopo la presentazione in anteprima a Venezia alla giornata degli autori, arriva in prima visione su Rai 1 il 13 gennaio.
Coprodotto da Rai Fiction e MeMo Films – su soggetto e sceneggiatura di Sandro Petraglia con la collaborazione di Lorenzo Bagnatori ed Eleonora Bordi – “Zvanì” vede nel cast anche Liliana Bottone (che interpreta Ida, l’altra sorella del poeta) e Luca Maria Vannuccini, con la partecipazione straordinaria di Riccardo Scamarcio e con Margherita Buy. Il tv movie è stato presentato oggi alla stampa nella nuova sede Rai di via Alessandro Severo a Roma dal regista e dallo sceneggiatore, alla presenza di una parte del cast: Cesari e Bortone in presenza e Porcaroli, che è sul set di un altro progetto, in collegamento.
Il regista ha sottolineato: “lasciamo scoprire un Pascoli più intimo rispetto alla visione comune che abbiamo avuto sui banchi di scuola. Le suggestioni che ha vissuto nella giovinezza. Non solo talento di un uomo, ma anche una profonda disciplina dettata dalle sue esperienze. Pascoli è una figura molto sensibile anche in gioventù e, per questo, la chiave di lettura sa essere molto contemporanea e magari di ispirazione anche per i giovani d’oggi”.
Attraverso i ricordi di Mariù, il film tv racconta la vita di Pascoli: l’assassinio del padre, la giovinezza segnata dalla povertà, l’impegno politico e il rapporto complicato con Giosuè Carducci. Petraglia aggiunge: “Da una semplice suggestione ci è venuto in mente che il funerale di Pascoli ha avuto una partecipazione di popolo. Siamo partiti da questo e poi abbiamo analizzato articoli e scritti. L’obiettivo era di mettere insieme “fantasmi”, lo vediamo bambino su quel treno che lo riporta a casa quando è morto e personaggi presenti per unire realismo e suggestione per rifuggire dalla biografia in senso classico”.
Ansa












