1662 FIRME PER LA SETTIMANA CORTA A SCUOLA

Nei giorni scorsi, una rappresentanza dei genitori promotori dell’iniziativa per l’eliminazione del sabato dalla frequenza scolastica ha incontrato il Segretario di Stato all’Istruzione Podeschi per portarlo a conoscenza dell’esito della raccolta firme durata tutto il mese di aprile. Sono quasi 1700 le firme raccolte: per l’esattezza 1662 i cittadini e i residenti che hanno sottoscritto la petizione lanciata on line e diffusasi in modo spontaneo grazie al passaparola.

Il dato sembra essere chiaro: nel contesto socio-economico attuale, la settimana corta si configura come una reale esigenza di molte famiglie, per riappropriarsi di spazi e tempi di condivisione altrimenti limitati rispetto al tempo scuola e al tempo lavoro. Ma la settimana corta è anche e soprattutto percepita come un diritto per gli studenti: l’unica categoria di lavoratori a dover impegnare sei giorni su sette per la frequenza scolastica.

Non si sa ancora quale sarà l’iter di questa richiesta, né se prima o poi anche i ragazzi delle scuole medie e superiori di San Marino potranno beneficiare, al pari di tanti coetanei italiani ed europei, di due giorni di riposo, a fronte dei cinque di frequenza scolastica, per un migliore bilanciamento del tempo dedicato allo studio, al riposo e al tempo libero, allo sport o alle proprie passioni, oltre che alla famiglia. Di certo c’è solo un ordine del giorno che impegna il Governo a riferire, entro il 30 giugno, sull’esito delle valutazioni effettuate.

A conti fatti e a raccolta ultimata, s’impone tuttavia una riflessione, perché tale iniziativa è stata occasione per parlare di scuola, cambiamento, famiglia. Facilmente comprensibili le ragioni di chi, seppure favorevole alla proposta in sé, non ha voluto firmare per il timore di appesantire e allungare troppo le mattinate di frequenza dal lunedì al venerdì: timore che può essere fondato se il cambiamento richiesto non viene supportato da un’adeguata riorganizzazione dell’orario settimanale, un’attenta e ponderata distribuzione delle materie e un ripensamento della didattica, così come accaduto in molte realtà italiane, dove la settimana corta è già realtà da anni, con gradimento crescente da parte di tutti i soggetti coinvolti (basti pensare ai numerosi studenti sammarinesi che scelgono di iscriversi a scuole italiane del circondario anche in forza di un gradito sabato di riposo).

A fronte delle tantissime firme apposte, c’è stato tuttavia chi ha provato a strumentalizzare un’iniziativa che intendeva solamente fare emergere quella che nei discorsi in famiglia, tra genitori e figli, viene percepita come un’esigenza, così come chi ha voluto vedere in questa raccolta firme secondi fini. Critiche fini a se stesse, che il comitato respinge al mittente, insieme alle argomentazioni, povere, di chi paventa riduzioni di personale o problematiche insormontabili a livello di mense o trasporti, perché così non è stato nelle realtà dove questo è già avvenuto.

L’intento dei promotori è sempre stato quello, nel pieno rispetto dei reciproci ruoli e delle competenze, di far emergere il gradimento delle famiglie per l’eventuale eliminazione del sabato scolastico, quale elemento da tenere in considerazione nelle riflessioni ai fini dell’eventuale scelta, al pari di altre valutazioni sul piano della politica, della didattica, dell’organizzazione e della fattibilità. Le famiglie non sono estranee alla scuola: sono parte di un tutto che deve essere in sintonia per poter funzionare al meglio, pena l’autoreferenzialità su tutti i fronti.

Le firme raccolte sono state depositate presso la Segreteria Istituzionale, perché dell’esito della petizione potessero essere messi a conoscenza i capigruppo di tutte le forze politiche consiliari. Con questo ulteriore passaggio il Comitato promotore intende rendere tutti i gruppi consiliari partecipi di questa riflessione, così come del resto richiesto nell’Ordine del giorno approvato a maggioranza, confidando che le 1662 firme raccolte possano essere uno sprone a un’attenta e non pregiudiziale valutazione e meritino lo sforzo di ricercare delle soluzioni, certamente possibili. 

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