5° congresso Federazione Servizi: relazione Gianluigi Giardinieri

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  • “I profeti del mercato senza regole e senza diritti hanno portato l’economia sull’orlo del baratro, è ora di voltare pagina”. Con questa dura critica all’ideologia neo-liberista, il segretario uscente della FCS-CDLS, Gianluigi Giardinieri, ha aperto, martedì 10 marzo, i lavori del 5° congresso.

    E per voltare pagina “è indispensabile riprogettare un nuovo sviluppo, compatibile con il nostro ambiente e con i diritti dei lavoratori, un nuovo e chiaro sistema di regole che ponga al centro di tutto l’individuo e non il profitto”.

    Questo vale per lo scenario internazionale, ma anche per San Marino, dove il settore costruzioni e servizi non sfugge ai contraccolpi della recessione. “Stiamo assistendo – ha ricordato Giardinieri – ad un aumento vertiginoso della cassa integrazione, in particolare nel settore edile, mentre comparti come quello dei servizi e dei bar-ristoranti-alberghi sono sprovvisti di ammortizzatori sociali”. Da qui l’appello al governo di “agire con tempestività, approvando la riforma degli ammortizzatori sociali”.

    Ma per il segretario della Federazione Servizi c’è un’altra crisi, “forse più subdola e insidiosa”, che attraversa il nostro sistema: la crisi nei rapporti con l’Italia e le difficoltà che interessano il nostro sistema bancario e finanziario, derivanti dal mancato ingresso nella white list: “Non possiamo permetterci il lusso di restare isolati dal resto del mondo bancario italiano e internazionale, dobbiamo seguire con determinazione la strada maestra della trasparenza, del rispetto di regole chiare e condivise, con particolare riguardo alle normative antiriciclaggio”.
    Obiettivo rimarcato anche dal Segretario di Stato alle Finanze, Gabriele Gatti, che nel suo intervento di saluto ha fissato come primo obiettivo del governo “l’ingresso di San Marino nella lista dei paesi perbene”, passaggio obbligatorio per recuperare “credibilità e fiducia a livello internazionale”.

    Sul mondo del credito pesa inoltre da due anni il mancato rinnovo del contratto di lavoro. “Al momento la trattativa è ferma”, sottolinea Giardinieri, indicando nella modifica del premio di produzione e nella proposta di aumento del 2% i principali ostacoli: “C’è da parte delle associazioni bancarie una precisa volontà di ‘fare cassa’ che, alla luce degli ottimi bilanci del 2007, è stata respinta dalla maggiore parte dei dipendenti”.

    Fermi anche i rinnovi del settore industria e artigianato, della pubblica amministrazione, dei salariati dell’Aasp, delle agenzie di assicurazione e degli studi commerciali. “La soluzione di questo ingorgo contrattuale – avverte Giardinieri – non passa attraverso un unico tavolo negoziale con governo, imprenditori e organizzazioni sindacali, né esasperando le trattative al ribasso: i contratti si devono chiudere con le naturali controparti, restituendo potere di acquisto ai lavoratori e alle loro famiglie”.
    A proposito poi dei salariati dell’Azienda di Produzione, il segretario della FCS-CDLS afferma che “insieme al rinnovo contrattuale è anche arrivato il momento di rilanciare l’azienda, di riorganizzare la struttura, di valorizzare le risorse umane presenti e assegnare a questa realtà compiti precisi, inserendola un progetto di opere infrastrutturali”.

    Giardinieri sposta quindi l’attenzione sulla “preoccupante crisi” che sta colpendo il settore dell’edilizia privata. “Negli anni passati il boom edilizio, anche a seguito della bolla speculativa immobiliare e all’incapacità da parte dello Stato di contingentare le concessioni, ha divorato la disponibilità di aree edificabili. In questo periodo è proliferato il numero delle aziende scatole vuote, utilizzate solo per concedere sub appalti a ditte edili non sammarinesi, spesso con manodopera precaria, ma molto spesso totalmente in nero”. La crisi ha insomma origine da questa “follia edificatrice”, che sta provocando “chiusure aziendali, riduzioni di personale e cassa integrazione”.
    Anche qui è necessario voltare pagina, “ripensare le politiche di sfruttamento del territorio, puntare alla riqualificazione urbana e alle tecnologie eco-compatibili” e rilanciare il settore edile “con un piano pluriennale di opere di opere pubbliche finalizzate all’ammodernamento delle infrastrutture”.

    Progettare un nuovo sviluppo, ha concluso il segretario della Federazione Servizi, significa anche porre la “questione giovani” al centro delle scelte economiche e strategiche del Paese, perché con “l’alibi perfetto delle crisi” si rischia una “precarizzazione dei rapporti di lavoro” o peggio “un aumento del lavoro nero”.
    E’ inveceindispensabile “sintonizzare in maniera più stretta l’offerta occupazionale con l’alto livello di scolarità delle giovani generazioni”, costruire percorsi di “formazione post-diploma e post-laurea” e introdurre “l’obbligo formativo” per le imprese che si insediano a San Marino. Perché alla crisi si risponde “con più cultura sociale” e con “nuove opportunità occupazionali”.