«Il Governo ha approvato un decreto forte nel titolo ma debolissimo nei contenuti e ha messo l’ennesima fiducia per fuggire da un confronto sul merito» ha dichiarato Andrea Gnassi intervenendo in Aula sul voto di fiducia al decreto Transizione 5.0.
«Manca totalmente una visione di politica industriale e una strategia energetica nazionale. La transizione viene ridotta a un elenco disorganico di crediti d’imposta, ha detto Gnassi, ricordando che «in tre anni di Governo sono aumentati i prezzi dell’energia, le bollette per famiglie e imprese e l’incertezza normativa apre scenari per speculazioni e ferite indelebili al paesaggio italiano».
Gnassi ha denunciato «il taglio alle risorse del PNRR e alle comunità energetiche rinnovabili, definanziate del 64 per cento», sottolineando che «il Governo ha smontato la principale misura industriale del PNRR sulla transizione energetica, tagliandola di quasi 4 miliardi di euro e lasciando oggi le imprese in lista d’attesa». Si devono produrre 80 gigawatt da fonti rinnovabili . Per noi questo è un obiettivo inderogabile. Le rinnovabili sono leva per cambiare il paradigma industriale della produzione di beni e servizi. Ma il governo non fa nulla sull assalto speculativo ai territori più fragili dove mega impianti possono devastare per sempre paesaggi, bellezza, borghi. È proprio l’art 9 della costituzione che tutela il paesaggio. Vanno coinvolti enti locali, territori regioni nella pianificazione di aree realmente vocate. L’efficienza energetica e l’autosufficienza energetica hanno un potenziale risparmio equivalente a 5000 macroturbine.
100.000 sono gli ettari disponibili già ora, oggi pomeriggio, questa sera, di tetti civili e capannoni dove generare 70 e 90 GW.“ Oggi, ci sono tecnologie, istituti di ricerca autorevoli che individuano con dati certi, aree e spazi. 14 milioni sono gli edifici elevati dopo gli anni 60, su cui mettere pannelli. Strutture pubbliche, parcheggi, aree oggetto di bonifica, cave, miniere dismesse, green belt cioè aree attigue a strade e autostrade e infrastrutture varie (dove ricade benzene e PM 10) sommano 800mila e di ettari di aree utilizzabili e già localizzate, circa 10.000 KM2. Si può partire domani mattina con le rinnovabili senza devastare il paesaggio. I grandi impianti vanno fatti dove conviene all Italia, dove si tutelano colture e cultura , non dove conviene a grandi fondi che investono come se le rinnovabili fossero prodotti finanziari”.
“Con l’aggiunta poi – dice ancora il deputato dem – che avete fatto di Transizione 5.0 un imbuto burocratico che blocca gli investimenti e alimenta la sfiducia delle imprese che vogliono innovare e orientarsi al futuro» ha concluso Gnassi. «Per queste ragioni il Partito Democratico ha votato contro questo provvedimento».
Intervento Gnassi fiducia al Decreto Transizione 5.0
Comunicato stampa











