Mentre il sistema brindava con i “nuovi salvatori venuti dall’Est”, tre voci alzavano l’allarme sulla vendita di Banca di San Marino. Oggi quella battaglia si è rivelata vincente. Ed Emilio Della Balda lo ha messo nero su bianco.
C’è un momento preciso in cui si capisce chi aveva ragione. Non quando arrivano gli arresti, non quando i sequestri diventano definitivi, non quando il Dirigente del Tribunale Giovanni Canzio parla di «attentato ai poteri dello Stato». Il momento è prima. Molto prima. Quando tutti tacciono e qualcuno apre la bocca lo stesso.
In questa vicenda, quelli che hanno aperto la bocca per primi sono stati soprattutto tre: GiornaleSM, Alessandra Mularoni e Beppe Morganti e pochissimi altri.
Questo giornale ha iniziato a scavare quando l’operazione era ancora presentata come un’opportunità, come un salvataggio, come l’unica via per una banca che qualcuno, Marco Beccari, padre del Segretario agli Esteri Luca Beccari e presidente dell’Ente Cassa di Faetano, in prima fila, che come emerge dalle intercettazioni si illudeva che GiornaleSM potesse stare con loro, descriveva già come moribonda. Una profezia che la stessa BCSM aveva smentito ufficialmente, ma che continuava a circolare nei salotti che contano.
Abbiamo scritto articoli su articoli contrari alla vendita di Banca di San Marino ai bulgari anche documentato come inchieste di Politico e AML Intelligence avessero evidenziato sospetti occidentali su Varengold Bank AG, socio di Starcom, accusata di essere stata usata da società di comodo iraniane collegate alla Quds Force per movimentare miliardi di euro con la copertura di operazioni umanitarie, medicinali e cibo, fondi che secondo quelle ricostruzioni sarebbero finiti in circuiti che finanziano Hezbollah e gli Houthi nello Yemen. Abbiamo ricostruito la triangolazione Banca di San Marino — Varengold Bank AG — San Marino Group/Starcom Holding AD, documentando come Starcom non fosse solo un investitore marginale in Varengold, ma esercitasse attraverso la catena di partecipazioni in Eurohold Bulgaria AD ed Euro-Finance AD un’influenza strutturale sull’istituto tedesco finito nel mirino di BaFin.
Abbiamo scritto di Varengold come possibile hub finanziario per l’Iran quando quella parola, terrorismo, non era ancora entrata nel dibattito pubblico sammarinese sulla cessione. Abbiamo scritto di piano parallelo quando quella parola non era ancora nel lessico istituzionale del paese.
Christov aveva risposto con una diffida. Il sistema aveva risposto con il silenzio. Noi avevamo continuato.
Emilio Della Balda ha espresso la sua gratitudine a GiornaleSM e al suo direttore Marco Severini, definendo la pubblicazione degli articoli «un duro colpo alla cricca sammarinese che opera anche in meandri internazionali e che ha devastato il Paese soffocandolo nei debiti». Ha scritto che quello che era successo era «un allarme che deve aprire le orecchie e gli occhi ai pavidi dormienti del governo che non hanno sentito il dovere di proteggere il Paese fin dal nascere della vicenda». Della Balda, che non fa sconti a nessuno e che ha pagato personalmente il prezzo di dire cose scomode, non usa queste parole a caso. È una valutazione politica, non una pacca sulla spalla.
Alessandra Mularoni: la battaglia nell’assemblea
Era il 12 aprile 2025. L’assemblea dei soci dell’Ente Cassa di Faetano approvava con 74 voti favorevoli e 30 contrari la modifica statutaria che apriva la strada alla cessione della maggioranza di BSM a soggetti esterni. Tra i trenta che votarono contro c’era Alessandra Mularoni. Capofila della raccolta firme contro la cessione, spiegò con nettezza che quella scelta stravolgeva l’identità stessa dell’Ente — un istituto costruito in decenni di risparmio popolare sammarinese, non una partecipazione da svendere al primo offerente straniero con i conti in disordine. Denunciò il rischio di una crisi di liquidità già in corso, con i correntisti che iniziavano a ritirare i depositi. Chiese garanzie che non arrivarono. Non si fermò.
Marco Beccari nelle intercettazioni disse che voleva scatenare Severini contro Alessandra Mularoni: successe proprio il contrario! GiornaleSM non solo appoggio pienamente, con tanto di intervista, l’opera della Mularoni ma scrisse articoli su articoli a suo favore e contro questa nuova cricca che, vedremo avrà punti di contatto con la Cricca ai tempi di Adesso.SM
Beppe Morganti: la prudenza come atto politico
Giuseppe Morganti sollevò pubblicamente il problema della governance dell’operazione nella discussione in Consiglio Grande e Generale all’abrogazione della legge 130/95, chiarendo che quello non era un via libera alla cessione: la decisione sull’alienazione del pacchetto azionario spettava all’Assemblea dei soci, non al Consiglio di Amministrazione dell’Ente. Denunciò l’ambiguità di chi trattava la modifica statutaria e la cessione come un’unica questione inscindibile, svuotando di fatto il diritto dell’Assemblea di decidere. Una prudenza istituzionale che si sarebbe rivelata profetica.
La lezione
C’è una cosa che accomuna GiornaleSM, Alessandra Mularoni e Beppe Morganti: nessuno dei tre aveva bisogno di aspettare le carte giudiziarie per capire che qualcosa non tornava. I segnali erano lì, nei numeri, nelle strutture societarie, nei precedenti internazionali del gruppo bulgaro, nelle ambiguità della governance, nelle modalità opache di un’operazione presentata come salvifica mentre la stessa BCSM smentiva ufficialmente qualsiasi problema di liquidità e documentava come le criticità su Varengold fossero state sollevate con San Marino Group già prima di settembre 2025.
Il sistema ha preferito non vedere. Alcuni per incompetenza. Altri, come emerge dagli atti giudiziari, per qualcosa di molto più grave.
Oggi quella battaglia di pochi altri oltre questi tre si è rivelata vincente. Lo diciamo senza trionfalismi. La posta in gioco era la banca storica di San Marino, i risparmi dei sammarinesi, la credibilità di una Repubblica che si candida all’integrazione europea. Non era una battaglia politica. Era una battaglia per il paese.
E chi aveva ragione, aveva ragione da subito.
Marco Severini, direttore GiornaleSM
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