ALEEANZA POPOLARE INTERPELLA SULLO STATO NORMATIVO ANTISISMICO SAMMARINESE

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  • L’occasione del recente terremoto in Abruzzo mette in evidenza l’esigenza di una norma che disciplini la progettazione e la costruzione di nuovi edifici soggetti ad azioni sismiche e la valutazione della sicurezza e gli interventi di adeguamento e miglioramento su edifici esistenti. Lo scopo della normativa deve essere quello di assicurare che in caso di evento sismico gli edifici garantiscano alcuni requisiti minimi.

    • Protezione della vita umana
    • Limitazione dei danni
    • Funzionalità essenziale per gli edifici strategici alla protezione civile (ospedale, strade, ecc)

    Allo stato attuale a San Marino non esiste una normativa antisismica, mentre in Italia già da anni esistono codici tarati su modelli internazionali, per quanto la loro entrata in vigore venga continuamente posticipata.

    Tali codici definiscono l’obbligo che le costruzioni siano dotate di un livello di protezione antisismica differenziato in funzione della loro importanza e del loro uso e quindi delle conseguenze più o meno gravi di un loro danneggiamento per effetto di eventi sismici.

    In particolare, le ultime normative italiane in materia risultano:

    ·         DPR 380/2001, Capo III “Provvedimenti per le costruzioni con particolari prescrizioni per le zone sismiche”

    ·         Ordinanza OPCM 20 Marzo 2003, n. 3274;

    ·         Testo Unico delle “Norme tecniche per le costruzioni” 14/01/2008;

    e riguardo alle procedure regionali per l’autorizzazione sismica degli edifici:

    ·         Legge regionale dell’Emilia Romagna 30 ottobre 2008, n. 19 “Norme per la riduzione del rischio sismico” (che integra l’art. 93-94 del citato DPR 380/2001).

    In base a dette normative, il territorio nazionale italiano è stato suddiviso in 4 zone, caratterizzate da una pericolosità sismica decrescente dalla prima alla quarta. I territori limitrofi alla Repubblica di San Marino (comuni di Rimini e Pesaro-Urbino) risultano in zona sismica 2 (pericolosità alta): per intenderci, caratterizzati dalla stessa pericolosità sismica assegnata al comune di “L’Aquila” (si allega la classificazione sismica 2004 definita nell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n°3274/03, disponibile sul sito http://www.protezionecivile.it/minisite/index.php?dir_pk=535&cms_pk=2729 ).

    Non ci sono apparenti motivi per ritenere che in territorio della Repubblica di San Marino debba essere considerata a pericolosità sismica differente. Tanto più che il nostro territorio presenta un’intensa urbanizzazione: fatto questo che aggrava il rischio sismico in quanto i danni in termini di vite umane, o comunque per la vita sociale, civile ed economica del nostro paese in presenza di eventi sismici di tale entità sarebbero sicuramente ingenti.

    In ragione di queste considerazioni, e del fatto che un’efficace prevenzione risulta essere, allo stato attuale delle conoscenze, l’unico modo per evitare eventi drammatici come quelli di recente cronaca, interpello il Governo per sapere come si voglia impostare il problema della messa in sicurezza degli edifici e, in particolare:

    • se ritenga recepibile la normativa antisismica italiana riguardo alla costruzione e progettazione degli edifici, ed eventualmente con quali adattamenti;
    • se intenda mettere in campo un piano, anche incentivato, di ristrutturazione e rafforzamento degli edifici pubblici e privati già esistenti che si rivelassero inadeguati sulla base della medesima normativa;
    • se, come fatto dall’Emilia Romagna con la già citata legge regionale 19/2008 (art. 11-12), intenda istituire uno sportello unico per l’edilizia competente al rilascio dell’autorizzazione sismica per gli edifici.

    Si richiede risposta scritta

    San Marino, 15 aprile 2009