ASSEMBLEA AVVOCATI E NOTAI

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  • Inevitabile che al centro della discussione ci fossero gli ultimi avvenimenti e più in generale quello che il Segretario Casali ha definito il “malessere della giustizia”. Gli avvocati hanno esaminato la vicenda Buriani, con le dimissioni rientrate. Questione sulla quale il direttivo ha già espresso una posizione, stigmatizzando l’azione del commissario della legge, confermata dall’assemblea che ha ribadito la mancanza di motivazioni alla base delle decisioni di Buriani, concludendo con un ordine del giorno nel quale l’Ordine chiede alla politica di accettare le dimissioni del magistrato, perché definitive. “Per noi la cosa è finita – dice il presidente Manuel Micheloni – ora c’è solo perdita di tempo con il rinvio al Collegio garante, che riteniamo non competente a decidere sulla vicenda”. Non è un caso che dal 2 dicembre – fanno notare – il commissario Buriani non abbia firmato provvedimenti”.
    Altra questione spinosa: la vicenda Ceccarini. L’assemblea ne ha ripercorso le tappe, dagli attriti in aula tra il magistrato e alcuni avvocati, fino alla richiesta di Ceccarini di astenersi dal processo Biagioli. “Siamo sorpresi di questa astensione tardiva – prosegue Micheloni – sulle stesse motivazioni su cui si basava la ricusazione. La cosa gravissima – hanno ribadito gli avvocati – è il richiamo alle pressioni subite da varie parti per terminare il procedimento con la condanna degli imputati”. Gli avvocati chiedono di fare luce e ribadiscono le iniziative a tutela non solo dell’ordine, con un esposto, ma con azioni dei singoli avvocati citati nelle motivazioni da Ceccarini. “Vogliamo sapere come si sono volti i fatti – conclude il Presidente – non per corporativismo, ma come parte in causa, intervenendo su eventuali comportamenti scorretti dei nostri iscritti o a loro difesa se oggetto di accuse ingiuste”.