È, o meglio, sarebbe un palcoscenico meritatissimo. Eppure il baseball alle Olimpiadi non ha mai avuto fortuna. Rapporto controverso, da tira e molla, ma adesso si prova a ricompattare il tutto. Tra quelli che tenteranno di unire cinque cerchi e batti e corri internazionale ci sarà una specifica Commissione mista, voluta all’uopo dalla Federazione internazionale del baseball. L’obiettivo, come detto, è solo uno: riportare il baseball alle Olimpiadi. Dentro la Commissione c’è anche il Presidente del Comitato Olimpico Nazionale Sammarinese, Angelo Vicini. Su proposta dello stesso Vicini si terrà proprio sul Titano la prima riunione della commissione, programmata per il 25 e 26 febbraio prossimi.
Presidente Vicini, un suo commento all’inserimento nella Commissione.
«Beh, è un grandissimo onore potervi partecipare. Provengo dal mondo del baseball e lavorare per un obiettivo di questo tipo non può che farmi piacere. Si tratta tra le altre cose di una Commissione che nei fatti nascerà proprio a San Marino il 25 e 26 febbraio, un gruppo ristretto che avrà come primo compito innanzitutto lavorare bene. Siamo in pochi e partiamo da zero, ma con personalità del calibro di Presidente e Vice della Federazione internazionale del baseball, più Antonio Castro e Masato Mizuno. Partiamo in cinque. Ripeto, un onore essere stato inserito in questa Commissione».
Quali sono le possibilità di riuscita dell’obiettivo e i tempi?
«Sarà difficile, ma abbiamo appena iniziato e i presupposti per fare almeno il possibile ci sono. Tra un anno e mezzo circa, il Cio emetterà l’elenco degli sport sotto osservazione, quelli cioè con qualche possibilità di entrare a far parte dei giochi olimpici. Poi dopo altri due anni l’annuncio ufficiale di chi ce l’avrà fatta. Insomma, per un’entrata ufficiale si parla eventualmente dell’edizione del 2020».
Quali sono gli ostacoli principali?
«Innanzitutto si diceva che il baseball a livello professionistico non avesse intenzione di adeguarsi alle normative antidoping correnti, ma è un problema superato. Poi soprattutto il rapporto coi campionati professionistici e il fatto che questi non avessero intenzione di interrompere l’attività nel corso delle Olimpiadi. Questo al Cio farebbe presupporre una mancanza di interesse, ma anche qui lentamente le cose stanno cambiando: il Giappone sta dichiarando la sua disponibilità a fermarsi, mentre negli Stati Uniti ci si sta almeno pensando, ed è già molto. Poi anche la questione di stadi da baseball e softball da costruire nei paesi organizzatori dei giochi e così via».
Torniamo al baseball di casa nostra. Come vede la T&A San Marino?
«Devo dire che in questi ultimi anni ho seguito meno, ma sicuramente nelle ultime settimane e negli scorsi mesi ho visto grandi movimenti e tanti acquisti da parte della T&A. Da quello che sento mi pare che sia stata impostata un’ottima squadra. Mi auguro buoni successi, anche e soprattutto in un campionato come quello italiano che mi auguro il più competitivo possibile. Anche questo serve per rendere sempre più credibile il baseball europeo».
ufficio stampa T&A San Marino Baseball