Berlusconi: “Fondi ai danneggiati, comprendo la rabbia di esercenti e negozianti”

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  • Si sente uno di loro, Silvio Berlusconi, e nella sua voce c’è la stessa ansia che si sente in quella di ristoratori, baristi, negozianti piegati da coprifuochi e lockdown striscianti. «Comprendo le preoccupazioni e anche la rabbia di chi, commercianti come piccoli imprenditori, ha paura: è necessario che sia ristorato chi subisce dei danni, sostenuto chi finirà per avere nuove perdite».

    Parla in videoconferenza su Zoom con gli amministratori e i dirigenti lombardi di Forza Italia, confermando il suo prossimo ritorno in campo. Ognuno è collegato da casa o ufficio, ci sono il vicepresidente Antonio Tajani, l’assessore regionale alla Sanità Giulio Gallera, il coordinatore regionale Massimiliano Salini. «Grazie anche ai fondi – spiega ai suoi il leader azzurro- che abbiamo chiesto e ottenuto in Europa esistono le risorse e gli strumenti per gestire questa emergenza piuttosto che subirla passivamente, come è sembrato fare sinora il governo nazionale». La critica al premier Conte e alla sua squadra è dura, anche se viene dal partito più aperto alla collaborazione del centrodestra.

    Alla riunione milanese partecipano Licia Ronzulli, Sestino Giacomoni, il vicepresidente della giunta Fabrizio Sala, il presidente del consiglio regionale Alessandro Fermi, gli altri consiglieri. «La squadra di amministratori azzurri- sottolinea il leader- è superiore a quella di altri partiti per serietà, preparazione competenza». A un certo punto, nello studio di Gallera al Pirellone compare il governatore leghista, Attilio Fontana. «Ciao Silvio!», saluta. E Berlusconi gli fa i complimenti per come sta gestendo la seconda ondata del virus, gli assicura tutto il sostegno per i suoi provvedimenti, concorda di sentirsi e magari vedersi presto per discutere della situazione in Lombardia.

    Gli azzurri della regione tornata in cima alla lista di quelle più aggredite dal virus si sentono in prima linea e si discute di come premere su governo e maggioranza perché venga accolta la proposta «chiara e semplice» di Fi. «Dobbiamo risarcire – concordano tutti-coloro che hanno un’attività e sono stati danneggiati da chiusure e divieti. I soldi ci sono, il governo non perda tempo. Bisogna usare i 15 miliardi stanziati nei decreti anti Covid e non spesi, per risarcire tutte le attività commerciali».

    L’emergenza pandemia, con le conseguenze economiche sui privati meno assistiti, non può non essere al centro dell’incontro a distanza del leader con i rappresentanti di Fi nella regione del Nord. Ma Berlusconi vuole anche ricompattare i suoi, motivarli, dare un impulso messo a dura prova dagli ultimi risultati elettorali, insistere sulla posizione «fondamentale» del partito nel centrodestra. Conferma la volontà di «riportare Fi ad essere il primo partito della coalizione di centrodestra, perché è l’unico movimento nel panorama politico italiano che si fonda sui valori dell’Occidente e delle democrazie occidentali: libertà, cristianesimo, garantismo ed europeismo». Per riacquistare peso nella coalizione l’ex premier è sempre convinto che si debbano continuare le battaglie «contro l’opposizione fiscale, l’oppressione giudiziaria, l’oppressione burocratica». Il riscatto azzurro, assicura, poggia anche sull’appartenenza al Ppe, suo capolavoro diplomatico. Il Cav, da europarlamentare, si è battuto ieri in difesa dei nostri agricoltori, del Made in Italy e dei marchi d’origine, votando online per la nuova politica agricola comune europea (PAC), che porterà all’Italia oltre 3,6 miliardi di euro l’anno per sostenere, dice, i veri agricoltori, i giovani e favorire investimenti ed occupazione».



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