Blocco dei vaglia, la spiegazione italiana

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  • Dopo le proteste, anche diplomatiche, di San Marino sul blocco dai vaglia da parte di Poste italiane, Roma spiega la propria versione dei fatti. Che si inserisce in un contesto piuttosto difficile dei rapporti bilaterali.

    “Nel mese di gennaio 2009, ai fini dell’applicazione della nuova normativa antiriciclaggio riguardante le attività di adeguata verifica, la Banca d’Italia ha ritenuto opportuno fornire a tutte le banche un chiarimento in merito alla classificazione della Repubblica di San Marino tra gli Stati esteri extra-Ue, imponendo di sottoporre i soggetti ivi residenti ai controlli”. Così esordisce la nota informativa sottoscritta oggi dal ministero allo Sviluppo economico.

    A seguito di tali indirizzi, Poste italiane ha affrontato il tema dei rapporti con il monte Titano, regolati dalla Convenzione del 1923, documento peraltro da parecchio tempo sui tavoli per essere aggiornato.

    È stata convocata una serie di riunioni con la controparte “per valutare -aggiunge la nota- gli impatti della nuova normativa e concordare i necessari limiti alle attività, cercando al contempo soluzioni alternative mirate a garantire un soddisfacente livello di servizio”.

    Alla fine del dicembre 2009, nel revisionare le procedure interne di gestione dell’operatività, “è stata prevista la sospensione dell’emissione di vaglia nazionali” verso San Marino. Tale disposizione “sarebbe dovuta entrare in esercizio in concomitanza con nuove modalità di trasferimento fondi in linea con tale status”.

    Davanti all’esigenza di continuare a garantire la possibilità di effettuare e ricevere pagamenti tramite vaglia, “il servizio -assicura il dicastero- non è stato mai interrotto, ed in conseguenza dell’invio delle procedure interne di fine dicembre, è stata diramata in data 14 gennaio un’apposita comunicazione urgente on line a tutti gli uffici postali, in cui si ribadiva che questi ultimi devono continuare ad emettere vaglia nazionali”. A conferma di ciò è il numero di vaglia emessi verso la Repubblica di San Marino nel periodo compreso tra l’1 dicembre 2009 e il 19 gennaio 2010, pari a 1.576, per un totale di 299.989,34 euro.

    Sono attualmente in corso contatti con il vertice delle Poste sammarinesi, “per rendere operative soluzioni alternative”; inoltre, sono stati attivati contatti con la funzione di vigilanza della Banca d’Italia “per verificare che le soluzioni intraprese siano in linea con il quadro normativo complessivo”.

    FONTE: VACCARINEWS.IT