Brambilla (Turismo): Apertura sale da gioco negli hotel a 5 stelle. E’ decreto legge!!!

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  • Un nettissimo ‘no’ da parte dei sindacati alla proposta, giunta decisamente a sorpresa soprattutto per la forma scelta del decreto legge, del ministro del Turismo Brambilla, di rendere possibile l’apertura di nuove sale da gioco negli hotel a cinque stelle.

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    A scendere in campo, dopo il coordinatore nazionale della produzione culturale Slc – Cgil Silvano Conti, è il Coordinamento Nazionale Case da gioco dell’Ugl, che in una nota premette “che l’azione del ministro sembra ormai essere uno dei temi centrali dell’agenda politica, politica che presta poca attenzione per la crisi che attanaglia le case da gioco, forse determinata dall’esigenza di fare cassa”, per poi denunciare “la scarsa attenzione e la totale mancanza da parte delle istituzioni di un confronto che riteniamo fondamentale su una tematica che deve coinvolgere direttamente le organizzazioni sindacali del comparto” .

    “Seguendo con attenzione e preoccupazione l’evolversi della situazione di crisi che certamente attanaglia tutte le case da gioco, esprimiamo ancora una volta , preoccupazione per i livelli occupazionali , per il calo degli emolumenti degli addetti al settore oltre che per il vistoso calo delle entrate che gravano negativamente sui bilanci delle amministrazioni comunali sede di case da gioco. La perdita continua di posti di lavoro è ormai sotto gli occhi di tutti e la situazione è davvero preoccupante quindi chiediamo che il Governo riunisca la cabina di regia con le parti sociali e convochi urgentemente una riunione monotematica per aprire una discussione tecnica e mettere a punto le misure più appropriate per rispondere alle preoccupazioni dei lavoratori e si facciano concreti passi avanti per tutelare i posti di lavoro compresi quelli dell’indotto. Rilevato il comportamento contraddittorio dello Stato che da un lato combatte il gioco d’azzardo e dall’altro in forma monopolistica si riserva tutte le attività collegate al gioco, diciamo no all’apertura di nuove case da gioco perché si rischierebbe seriamente di compromettere la sopravvivenza di quelle esistenti con le conseguenze sopra descritte”.

    Il segretario confederale responsabile delle aree politiche dell’Ugl, Serafino Cabras, sta seguendo con particolare attenzione, e già da tempo, le vicende della quattro case da gioco italiane e nei prossimi giorni potrebbero tenersi incontri ad alti livelli governativi proprio per discutere la proposta del ministro Brambilla di aprire i casinò negli hotel con almeno cinque stelle: secondo dati Federalberghi, in Italia sono ben 252.

    Lapidaria anche la dichiarazione di Giancarlo Buscaglia, presidente regionale della Uil – Com Lombardia e in questa occasione anche portavoce della segreteria nazionale della Uil – Com: “Un provvedimento di questo genere vorrebbe dire indebolire ulteriormente i casinò esistenti, che si trovano già in una posizione difficile. Poi davvero siamo sorpresi da una proposta avanzata così a freddo, senza le opportune riflessioni circa le ricadute che le nuove aperture avrebbero sulle attuali case da gioco o in materia di antiriciclaggio… pare proprio che si facciano dichiarazioni solo per il gusto di farle e guardando solo al proprio compartimento stagno!”.

    Anche Germano Medici, coordinatore nazionale della Fisascat – Cisl, commenta con estrema freddezza la proposta del ministro Brambilla: “Più che un disegno di legge, è un’uscita estemporanea per lanciare un’idea che non solo provocherebbe la chiusura dei casinò esistenti, ma anche dei seri problemi di ordine pubblico, con microcasinò che aprono e chiudono e che non sarebbero in grado di offrire quel servizio di qualità che viene invece richiesto. Avrebbero poi una gestione artigianale e fragile, che assai facilmente e inevitabilmente finirebbe per essere soggetta a interferenze poco trasparenti. Il turismo in Italia ha bisogno di tutt’altro che di centinaia di nuovi casinò. Siamo anche curiosi di sapere che cosa ne pensi di tutto ciò il ministero dell’Interno”.