Calciomercato – Mercato e proclami: Milan e Inter sono già competitive?

Schermata 2015-07-04 alle 15.59.56Le due squadre milanesi si sono presentate agguerritissime al via della nuova stagione, anche se il gap con la Juventus sembra ancora ampio. Ecco con quali armi Sinisa Mihajlovic e Roberto Mancini sperano di colmarlo.

Milan e Inter si dividono il caldissimo venerdì milanese per presentare i loro rispettivi progetti di assalto al potere. Al mattino, Silvio Berlusconi spalleggia il fido Galliani per lanciareSinisa Mihajlovic alla guida di un Milan più convinto e rinnovato, sia negli intenti che tra i propri ranghi. Nel pomeriggio, è la volta di Erick Thohir e di Roberto Mancini, di nuovo a far coppia dopo un’annata che ha riservato più mugugni che soddisfazioni.

Questo doppio schieramento forse non è stato voluto, ma ha sortito certamente un effetto particolare: una discesa in piazza determinata, quasi guerreggiante di una città intera che, vistasi oltremodo sbeffeggiata nella scorsa annata calcistica, non vedeva l’ora di ripartire. La parola “scudetto” per una volta non è stata accantonata per scaramanzia, ma sbandierata anche con eccessiva enfasi, proprio a dimostrare che questa volta Milan e Inter ci vogliono essere e fanno sul serio.

La Juventus intanto che fa? Prende appunti e studia le avversarie in attesa di capire se la vera antagonista del prossimo scudetto può arrivare davvero dal capoluogo lombardo. “Vorrei vedere un campionato più equilibrato perché lo scorso anno la Juventus ha fatto una cavalcata solitaria incredibile”: alle parole (con sorriso beffardo, ndr) di Alessandro Del Piero ci uniamo ovviamente anche noi, pubblico del calcio che ha troppo bisogno di rivedere un campionato aperto e combattuto, come ormai non se ne vedono da quattro anni a questa parte. Milan e Inter, stando così le cose, sono già pronte a “dichiarare guerra” alla Juventus? Vediamolo insieme…

Milan, perché sì?

  • Sinisa Mihajlovic: quello che all’inizio della scorsa stagione era un completo punto di domanda, quest’anno è una certezza. Filippo Inzaghi, non ce ne voglia, aveva già il destino segnato in partenza: la scusante dell’inesperienza non poteva che giocare contro lo scalpitante allenatore in erba, che poi ha dimostrato anche tutte le sue lacune tecnico-tattiche a stagione in corso. Miha ha già mostrato la faccia dura del combattente e sa di dover ri-dimostrare tutto ciò che ha fatto intravedere sinora: al motto di “Il lavoro paga”, ha già conquistato molti rossoneri.
  • Calciomercato: una parola che i tifosi del Milan avevano completamente dimenticato, persi nei meandri di prestiti, riscatti e svincolati. Dopo anni di immobilismo quasi totale sul mercato, Silvio Berlusconi ha versato (di tasca sua e lo ricorda ogni volta che può) 58 milioni di euro in pochissimi giorni per acquistare nell’ordine Bertolacci, Bacca e Luiz Adriano.

Milan, perché no?

  • La difesa dov’è? L’“annua horribilis” rossonero ha messo in evidenza limiti colossali nella fase arretrata: il buon vecchio Diego Lopez ci ha messo più pezze possibili, ma sia i centrali che gli esterni non sono quasi mai sembrati all’altezza della situazione. Fatto salvo Antonelli, rinforzo in corso d’opera, nella rosa dei titolari della difesa mancano i due centrali e almeno un terzino: a meno che Abate e/o De Sciglio si rimettano in carreggiata.
  • Manca personalità: uno dei tanti difetti evidenziati dal Milan delle ultime annate è stata la mancanza di leadership, di fatto scomparsa con l’abbandono dei grandi vecchi dei fasti del passato. L’assenza per infortunio di capitan Montolivo non ha fatto altro che mettere in risalto maggiormente il problema. La risposta a questo problema? Berlusconi & Co. l’avrebbero già e risponde al nome di Zlatan Ibrahimovic.

Inter, perché sì?

  • Un anno in più insieme: a differenza del Milan, i nerazzurri hanno dalla loro parte una conoscenza già abbastanza approfondita dell’idea di calcio di Roberto Mancini. E’ vero, dal suo arrivo datato 14 novembre 2014 non si è visto un gioco scintillante e un’intesa perfetta tra i giocatori, ma è altrettanto vero che il Mancio ha avuto già la possibilità di sperimentare molto e, forse, di trovare l’assetto giusto per il suo progetto di gioco.
  • Difesa ok: dagli errori si impara, e non si può ceto dire che l’Inter non stia cercando di rimediare. Il buco nell’acqua con Vidic e le lacune di Ranocchi e Jesus avevano evidenziato che la difesa fosse il reparto a cui apportare le maggiori modifiche. Montoya, Miranda e Murillo: il Mercato (con la M maiuscola) è corso in aiuto. Per vincere bisogna anzitutto prendere pochi gol…

Inter, perché no?

  • Tanti errori, troppi: è stato uno dei tasti su cui ha battuto di più Roberto Mancini in conferenza stampa. La distanza con la Juventus si può colmare, ma si devono evitare gli errori e giocare come vuole il mister. Sempre. “Per essere protagonisti bisogna sacrificarsi”, dice il mister, che in questi mesi ha cercato invano di trasferire la sua mentalità vincente alla squadra.
  • Manca fantasia/qualità: intendiamoci, con Hernanes e Kovacic queste caratteristiche ci sarebbero anche, ma il fatto che Mancini abbia puntato su di loro solo a singhiozzo, mette in evidenza qualche lacuna di qualità nella rosa. Jovetic o Salah, i nomi che circolano di più in questo momento, possono fare al caso.