Caos più totale per il rientro dei capitali. In Italia la legge è sempre incerta e lo Stato italiano è sempre più persecutorio ed inefficace.

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  • Caos più totale di Tremonti e del Ministero dell’Economia. Dopo che la circolare 50 che ha stabilito che è possibile far slittare al 31 dicembre 2010 il rimpatrio di attività complesse e indipendenti dalla volontà del contribuente, nella serata di ieri è stata emessa uan nuova circolare che ha fissato il termine del 30 giugno 2010 per il rimpatrio dei capitali detenuti a San Marino. Questo rinvio, richiesto da Banca Centrale, potrebbe avere anche un effetto collaterale, in quanto i rapporti fiscali con l’Italia cambieranno con la firma dell’accordo sulle doppi imposizioni, che si pensa possa avvenire a breve.

    In questo modo la circolare n.52 che aveva evidenziaro alcune peculiarita’ dell’ordinamento giuridico del Titano, che comportavano oggettive difficoltà nel rimpatrio, sola modalità consentita per aderire allo scudo fiscale per chi ha depositi a S. Marino. Con questa circolare quindi si stabilisce un regime ad hoc per il Titano seppure il principio espresso anche in questa Circolare (n.52)  non sia dissimile da quello già espresso da quella precedente (n.50). Infatti si stabilisce che il rimpatrio potrà essere concluso entro il 30 giugno 2010 per cause oggettive, quindi sempre indipendenti dalla volontà del contribuente.
    Il vero problema non sono le tempistiche, ma la pessima divulgazione delle informazioni e l’alone di ambiguità che impediscono al potenziale scudante, ormai spaventato dalla guerra mediatica di questa persecuzione fiscale italiana di capire come dovrà procedere.

    Tuttavia, sappiamo che, da secoli, in Italia la legge è sempre incerta e lo Stato sempre persecutorio e inefficace.