COMUNICATO UFFICIALE DEL CONGRESSO DI STATO DI OGGI 10 FEBBRAIO 2010

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  • Le dimissioni dei vertici di Banca Centrale hanno costituito l’argomento della seduta odierna del Congresso di Stato. Ne hanno riferito in conferenza stampa i Segretari di Stato alle Finanze, Gabriele Gatti, agli Interni, Valeria Ciavatta e all’Industria, Marco Arzilli.
    “Il Governo, fin dal suo insediamento” – ha detto Gatti – “ha dovuto affrontare una situazione complessa ed estremamente difficile, con il Paese in procedura rafforzata del Moneyval, inserito nella Lista Grigia dell’OCSE, con problemi di credibilità ai quali si sono aggiunte le vicende di Cassa di Risparmio e le problematiche derivanti dallo scudo fiscale. Nell’immane lavoro per uscire da queste emergenze, ognuno ha svolto il proprio ruolo ed i propri compiti istituzionali, compresa Banca Centrale che è stata sin da subito sollecitata ad intensificare la vigilanza ed alla quale l’Esecutivo ha sempre manifestato la volontà di collaborare al fine di potenziarla, anche attraverso la formazione di personale sammarinese e di tutelarne l’autonomia, seppure nel massimo rispetto della nostra sovranità”.
    Il Segretario alle Finanze si dice stupito e amareggiato da quanto scritto dal Presidente Bossone e dal Direttore Papi nella loro lettera di dimissioni, resa pubblica e contenente accuse pesantissime ed infondate di presunte ingerenze dell’Esecutivo sull’Organo di Vigilanza. “Esamineremo se sussistono gli estremi per adire a vie legali” – afferma Gatti – “nessuno si può permettere di infangare un Governo che ha esattamente dimostrato l’intenzione opposta a quella paventata nella lettera, ovvero l’intenzione di potenziare l’Organo di Vigilanza e di intensificare i controlli. Nessuna sfiducia nelle capacità professionali di Caringi e nessun preconcetto sulla sua provenienza da Banca d’Italia. Il Comitato di Credito e Risparmio, come da Statuto della stessa Banca Centrale, ha il compito di dare o togliere la fiducia agli stessi componenti della Banca”.

    Anche il Segretario Ciavatta fa notare come con la lettera dei vertici di Banca Centrale non si sia rispettata la corretta dialettica fra le diverse Istituzioni, che impone sì di discutere, ma non di rendere prima pubblici gli argomenti di discussione, né tanto meno di lanciare, sempre pubblicamente, accuse che hanno il chiaro intento di destabilizzare il Governo e che sono lanciate proprio da chi, per dovere istituzionale, dovrebbe tutelare gli interessi di San Marino.

    “La linea del Governo” – le fa eco Arzilli – “è quella di proseguire nella propria azione forte e determinata per la crescita del sistema, anche con il contributo di una Banca Centrale rinnovata e potenziata. Il fatto più grave è che questa precisa intenzione sia stata messa in dubbio proprio dai massimi esponenti di Banca Centrale in una lettera che contiene accuse gravissime ed infondate nei confronti dell’Esecutivo”.

    Gli esponenti del Governo concludono annunciando le prossime mosse: già oggi un incontro con i dimissionari per chiedere loro conto di questo comportamento. Immediato ripristino della vigilanza e dell’operatività di Banca Centrale: si avvieranno le opportune analisi, sia sul fattore organizzativo sia su quello giuridico, per determinare il futuro assetto di Banca Centrale. In tempi brevi la sostituzione dei vertici e il riesame delle norme di riferimento per rendere Banca Centrale ancora più capace di svolgere il proprio fondamentale ruolo.

    San Marino, 10 febbraio 2010/1709 d.F.R.

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