CON LA PRIMAVERA POLITICA LA LEGGE ANTIRIBALTONE “CURA PEGGIO DEL MALE?”

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  • Per sdrammatizzare ho pensato di abbinare anche il video di Marina Rei. non che c’entri qualcosa, però è una bella canzone!

    Scherzi a parte.

    Oggi al Grand Hotel, come un fulmine a ciel sereno, seppure annunciato come largo anticipo, si è tenuta la conferenza programmatica dei DDC, che solamente un anno fa avrebbe seminato il panico nel panorama politico.

    Certo che, preparare con grande cura e con la giusta risonanza, una conferenza programmatica, annunciando allo stesso tempo a carratteri cubitali già dalla conferenza stampa che i DDC vogliono occupare il CENTRO sia del panorama politico sia della coalizione, questa affermazione non passa e non passerà certamente inosservata.

    Infatti sui giornali, da subito scatenati i rumors che vorrebbero i DDC entrare all’interno del “PATTO”, che vorrebbe allargare la maggioranza scaricando qualche elemento scomodo.

    Giovanni lo ha rimarcato sia in sede di presentazione che nella assemblea, che il loro intento è quello di rimanere nella coalizione RIFORME E LIBERTA’ avviando però un percorso che li porterà alla prossima tornata elettorale a riprendersi la responsabilità di governo.

    Si sa che in questi casi il politichese impera, quindi prendiamo atto delle parole di Lonfernini, ma allo stesso tempo qualche riflessione si apre.

    La prima: quale reazione può avere in merito SINISTRA UNITA, che a mio avviso, farà fatica “a strozzare” queste intenzioni, visto che da sempre attraverso anche i loro iscritti, vogliono caratterizzare la loro politica con una forte connotazione di sinistra.

    La seconda: che i DDC, forse dopo avere analizzato i risultati elettorali, che gli hanno dato non solo una legittimazione a gran voce richiesta dagli avversari politici, ma allo stesso tempo, conti alla mano un successo elettorale strepitoso. Alzi la mano (o il mouse) chi di voi credeva che i DDC avrebbero conquistato 2 seggi (risultato al netto del premio di maggioranza). Pochi senza dubbio (io per primo), meno ancora se  consideriamo che al netto del premio i DDC hanno ottenuto 3 consiglieri rasentando il quarto.

    La terza è che con la legge antiribaltone tutti i ragionamenti di spostamenti da una coalizione all’altra sono vietati!

    Alla conferenza programmatica era presente anche una delegazione di Sinistra Unita che ha ascoltato attentamente gli elaborati e gli interventi dell’assse. Certamente SU e DDC sono 2 forze politiche dove su molti temi hanno delle visioni diametralmente opposte, tra l’altro dare una caratterzzazione forte di centro può essere interpretata anche come il volere rinnegare o meglio cambiare rotta sulla politica adottata fino ad oggi. Vedremo cosa dirà SInistra Unita nei prossimi giorni. Per quanto riguarda invece il PSD, la situazione potrebbe essere ancora più difficoltosa, perchè dalla sua costituzione ad oggi, le due anime, quella più centrista, che ha governato anni con la Dc ( ex PSSPSU) e quella più di sinistra, non hanno ancora sotto questo aspetto intrapreso una unica strada, decisa e pienamente condivisa . In sostanza si sono unificati i partiti, ma non ancora le idee.

    I DDC, che come dicevo hanno ottenuto un grande riultato elettorale, favorito anche dallo spostamento di AP nella coalizione PATTO per San Marino, potrebbero iniziare a sentirsi stretti nella loro coalizione e oggi rivendicano soprattutto un nuovo modo di fare politica, consci forse, che l’elettorato è maturo e che richiede qualcosa di nuovo alla politica. Infatti Riforme e Libertà appare un pochino scoordinata nell’azione politica, nel primo pediodo a causa del risultato elettorale, che ha visto il governo precedente andare all’opposizione, in un secondo momento, il governo attuale che ha firmato accordi e rinnovato una fiducia con l’Italia, che comunque la passata gestione della Segreteria agli Esteri non era riuscita ad ottenere.

    L’attuale esecutivo ha delle responsabilità per quanto riguarda la comunicazione, perchè tenere all’oscuro il parlamento su quello che si stava approcciando a fare, è anche poco corretto, ancor di più trovando l’accordo pubblicato su un giornale. Gli accordi firmati sono importanti e non era più possibile andare oltre, occorrerebbe quindi anche da parte della politica (in senso bi-partisan) ammettere che un certo modo di fare economia è finito e che occorre mettersi attorno ad un tavolo per ragionare sul nuovo modello ecoomico della nostra Repubblica.

    Senza gridare: ne “al lupo al lupo” da un lato, ne “tutto come prima dall’altro”.

    Una curiosità: il 31 Marzo è stato firmato il testo di un accordo da coloro che nel 2006 fermarono la firma, cambiando poche anche se importanti virgole su 2 articoli. Il PSD urla allo scandalo della firma di un accordo nel quale ha avuto un ruolo da protagonista nella sua stesura, per questo ripeto occorrerebbe un pò di buon senso da parte di tutti.

    Forse i DDC hanno capito tutto questo? speriamo che non siano gli unici.

    Ora arriviamo al punto 3:

    Ammettiamo che i DDC volessero cambiare coalizione per davvero e che da tempo vi siano degli incontri “segreti” (ipotesi di fantapolitica).

    Alcuni segnali personalmente li ho captati nel dibattito sul presidente di Banca Centrale. I DDC, come è noto da sempre sostengono che il presidente debba essere un sammarinese. Il Segretario Gatti che ha palesemente scelto una strada diversa, ma non ha mai attaccato questa posizione dei DDC, in particolar modo nel dibattito in Consiglio, quando anche per bocca del capogruppo DC Mazza, si complimentò con i DDC per coerenza, per la legittimità della scelta ecc. Detto da 2 nemici storici la cosa non passa inosservata. Se poi aggiungiamo la tensione all’interno della maggioranza dopo che gli Europopolari avevano fatto saltare Masera…

    Dopo quella vicenda penso che senza la legge antiribaltone ci sarebbe stato a breve un rimpasto che avrebbe anche potuto vedere l’ingresso dei DDC al governo. Quindi direi che la legge antiribaltone è una legge valida per dare stabilità politica al paese e mettere fine ai continui “giri di valzer”.

    Certo, però ci sono anche dei rischi. Il primo tornando alla vicenda Masera che se gli Europopolari, come sembra avrebbero aperto la crisi di governo, si sarebbe quindi tornati a votare, questo sta a significare che ogni governo può essere ostaggio di qualunque forza politica. se fosse avvenuto veramente, oltre che a dei danni enormi per il paese, difficilmente chi governa verrebbe riconfermato. Potrebbe succedere anche il contrario, con un governo “logoro”,che sarebbe costretto a tirare a campare.

    L’esecutivo precedente forse, con la legge antiribaltone lo avrebbe fatto fino alla fine del mandato.

    Ecco perchè la cura potebbe rivelarsi peggio del male!

    Personalmente non sono mai stato un fan di questa norma, anche se devo ammettere che in un momento storico come quello che sta attraversando la republica in questi anni qualcosa si doveva fare. Sicuramente non mette al riparo la stabilità da tutte le intemperie e sopratutto non sempre può garantire la massima efficenza dei governi in carica.

    con questo cosa voglio dire, non lo so..però i fatti mi cosano..