Consiglio Grande e Generale, il dibattito sul presidente di Banca Centrale

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  • È proseguito per tutta la giornata di ieri il dibattito in Aula sulla mancata nomina del Presidente della Banca Centrale di San Marino (vedi anche: l’apertura del dibattito del Segretario Gatti e i primi interventi; gli interventi del primo pomeriggio). Di seguito un estratto degli ultimi interventi del pomeriggio, con, tra gli altri, il Segretario agli esteri Antonella Mularoni.
     
    Giuseppe Maria Morganti, Psd: “Da Riforme e Libertà c’è piena e totale disponibilità a risolvere il problema della nomina del Presidente di Banca Centrale. Serve un’assoluta condivisione sulle scelte e i progetti per uscire dalla crisi trasformandola in un’opportunità per il Paese. Non voglio lanciare politiche di consociativismo tra maggioranza e opposizione, ma certi temi vanno discussi assieme, servono confronto e soluzioni costruite insieme.

    Ora siamo costretti a cambiare, ma è comunque un’opportunità: incominciamo a costruire un nuovo sviluppo, sgombrando il campo dalle responsabilità pregresse e a partire dalla legge antiriciclaggio che è il caposaldo intorno al quale il Governo deve costruire le nuove relazioni. Se manca ancora di concretezza è perché il Tribunale lavora poco: la Commissione Affari di Giustizia sta cercando di trovare soluzioni a una cancrena che sta nel tribunale e che impedisce di lavorare. A dimostrazione che si va avanti se c’è condivisione. Dividere come fa il Governo le problematiche del Moneyval da quelle del rapporto con l’Italia è assolutamente sbagliato: l’accordo di cooperazione è uno strumento molto importante e la maggioranza lo trascura”.

    Angela Venturini, UdM: “La nomina del presidente di banca Centrale è un’emergenza e per ora rimane tale, ma lo è da più di un anno, dalle vicende che hanno portato alle sue dimissioni. Occorreva da tempo una risposta politica forte, qualificata e di eccellenza, invece il precedente Governo non ha potuto o voluto darla. E ora il Psd, assai arrogante quand’era al Governo, e i suoi alleati pretendono di dire la loro, accampando questioni di metodo. Dai capigruppo di Su e Psd sono arrivati anche gesti plateali: da che pulpito arriva la predica! Abbiamo ereditato una situazione difficilissima e stiamo mettendo in campo un vero lavoro di squadra per risolvere le diverse problematiche”.

    Iro Belluzzi, Psd: “Il dibattito legato al presidente di Bcsm si è trasformato in realtà in un dibattito di rimpallo di responsabilità che però ci mette di fronte ad un grande fallimento del Governo. Il candidato ufficiale, la cui nomina oggi doveva essere solo una formalità, ha infatti ritirato la sua disponibilità”.

    Federico Bartoletti, Eps: “Questa nuova maggioranza ha speso ogni propria risorsa e energia per risolvere questioni che fino a qualche anno fa non erano nemmeno immaginabili. E’ stata messa in discussione l’operatività dei pagamenti e l’essere considerati affidabili. Oggi, purtroppo, sono queste le condizioni che ci troviamo ad affrontare.

    L’opposizione ha messo in risalto la dialettica interna alla maggioranza. Rispetto questi ragionamenti, posso assicurare che tutte le parti della maggioranza sono tese a difendere il sistema bancario sammarinese”.

    Stefano Macina, Psd: “Le responsabilità politiche per queste mancate nomine sono tutte di questa maggioranza, e di nessun altro. E infatti il rapporto Moneyval del 2007 giudica quanto fatto negli anni precedenti. Il rimpallo delle responsabilità tra maggioranza e opposizione serve a ben poco. In questo comma dobbiamo discutere della mancata nomina del Presidente di Bcsm, capire il fallimento di due candidature e se attorno alla scelta di una figura autorevole esterna c’è un progetto. Auspico che anche le prossime proposte di candidatura siano autorevoli, e ce ne sono anche a San Marino, ma quando si sceglie la politica di mandare al macero tutto quello fatto in precedenza è legittimo difendersi: l’opposizione ha il diritto di avere voce in capitolo e di criticare il Governo quando sbaglia”.

    Massimo Cenci, LdL: “La relazione del Segretario di Stato Gatti è stata chiara e puntuale. È vero che ci sono difficoltà a gestire i rapporti con personalità di alto profilo. Comunque ora c’è un diverso approccio al fare politica. Per quanto riguarda la nomina del Presidente di banca Centrale va fatta in fretta, per il Governo è una priorità e infatti non sottovaluta il problema. Lo stesso non si può dire degli esecutivi precedenti”.

    Paride Andreoli, Psd: “Da parte della nuova maggioranza si ripete sempre il ritornello di guardare indietro nella storia, senza avere alcuna proposta da portare in Aula per risolvere i problemi dell’intero sistema bancario sammarinese. Sono lontani i presupposti per trovare le soluzioni. Il Segretario di Stato Gatti, con molta disinvoltura e diplomazia, senza arroganza, oggi ha cercato di fare comprendere le ragioni della mancata nomina del Presidente di banca Centrale. Ma non ci ha convinto.

    Il Psd intende collaborare per dare certezze, stabilità e sviluppo ai rapporti bilaterali con l’Italia: con questo spirito ci siamo apprestati in questi mesi e ci apprestiamo ora al confronto, se la linea è quella di portare sviluppo alla Repubblica. In considerazione alla situazione attuale, quando è venuto meno anche questo nominativo, credo che il Governo debba presentarsi in maniera diversa e debba avere a disposizione più nominativi, in un confronto aperto a tutti i partiti presenti in quest’Aula”.

    Marco Gatti, Pdcs: “A oggi San Marino non è stato escluso dal sistema di pagamenti italiano, si è riaperta la via di collaborazione e fiducia. Inoltre, questo Governo ha avuto un grande credito da parte della politica italiana. Oggi il Ministro dell’Economia ha dato un’apertura di credito a questo Governo, e inizialmente era difficile un rapporto con Banca d’Italia per cercare di superare una serie di problematiche tecniche. Il rapporto, invece, è cambiato”.

    Alessandro Rossi, Su: “Di solito sono buonista verso la parte politica avversa, ma in questo caso il Governo ha fatto una figura meschina e dimostrato incapacità e dilettantismo. Se Rainer Masera ha ritirato la propria candidatura per sopraggiunti altri impegni, la maggioranza è stata superficiale, mettendo in campo un confronto fittizio con l’opposizione. Ci sono quattro passaggi da ricordare: nel 2006 quando è saltato all’ultimo l’accordo di cooperazione con l’Italia; nel 2007 quando con la legge sul giusto processo si urlò alla violazione del segreto bancario; nel 2008 quando il Governo dei 31 è saltato all’ultimo; nel 2009 quando il Governo ha ufficializzato la candidatura di Masera e Eps e AeL hanno minacciato l’astensione e la rinuncia alla candidatura è stata ufficializzata tra gli stenti. È evidente che il treno, fittizio, del cambiamento del Governo sbatte contro poteri esterni alla politica, una politica che è incapace dunque di essere autonoma e in condizionabile.

    Ma forse si è agito per fare rinunciare Masera e per capirlo occorrerebbe rispondere ad alcune domande: come è stato scelto? Ci sono stati suggerimenti da parte dell’Italia? È stato verificato il suo curriculum e i possibili conflitti con esponenti di primo piano della realtà sammarinese? L’astensione possibile di Eps e AeL ha influito? È stato riattivato il contatto romano usato nel 2006? Il Governo ha fatto molto errori e il Segretario di Stato Gatti ha come al solito tirato diritto e sulla sua posizione si è appiattito anche il Segretario di Stato per gli Affari Esteri. Non me l’aspettavo ma spero che con questa sconfitta scaturisca da Ap un maggiore distinguo”.

    Giovanni Lonfernini, Ddc: “Per la terza volta il Consiglio Grande e Generale diventa la sede dove si materializza per il Governo un’inconfutabile battuta d’arresto, pesante in termine di riflessi degli equilibri politici della maggioranza. Oggi ci troviamo di fronte a una figuraccia dell’Esecutivo, il tentativo maldestro di rinviare il comma al Consiglio di marzo è sotto gli occhi di tutti.

    In campagna elettorale, e subito dopo l’insediamento del nuovo Governo, si era detto che la nomina del Presidente di Banca Centrale sarebbe stata una priorità. Sono passati i mesi, ma la patata bollente in mano al Governo è iniziata a scoppiare, con l’emergere di sempre più difficoltà per la definizione di una candidatura prestigiosa, come era stata promessa. Sulle scelte strategiche serve un cambio di metodo da parte dell’Esecutivo”.

    Maurizio Rattini, LdL: “Si è colta l’occasione per parlare un po’ di tutto. Io mi soffermo sulla nomina del presidente della Bcsm. La scelta di cercare una figura autorevole, capace di dare contributo e recuperare situazione di grande difficoltà ed emergenza è condivisa e ritenuta necessaria anche da qualche collega dell’opposizione. Altri ragionamenti, invece, sono difficili da seguire.

    Occorre assumersi le proprie responsabilità non si può negare l’emergenza: questo Governo deve risolvere i problemi. Prendere atto della situazione non significa dare colpe a chi c’era prima. Rimane la nostra volontà di individuare una figura prestigiosa per costruire un nuovo percorso per il sistema bancario-finanziario, dopodiché sarà utile pensare a un sammarinese per questo incarico”.

    Antonella Mularoni, Segretario di Stato per gli Affari Esteri: “In questo comma si è parlato di tutto e di più. Come Governo questa nomina riveste grande importanza, purtroppo la candidatura è venuta meno. Sono state mosse accuse ad Ap se il Governo precedente non ha nominato il Presidente di Bcsm, che si era dimesso in seguito a una vicenda bancaria che ha creato molti problemi. La vicenda è stata gestita male da alcuni personaggi del precedente Esecutivo e i Ddc insistevano, in piena legittimità, per una nomina sammarinese.

    Cerchiamo una figura autorevole che ci aiuti a risolvere alcune situazioni, dato che noi basiamo la politica estera non sulle fotografie sui giornali, ma sui contenuti. Non capisco inoltre cosa c’entri la mancata firma nel 2006 dell’accordo di cooperazione economica con l’Italia con la mancata nomina del Presidente di Bcsm. La bozza tra l’altro prevede all’articolo 14 l’impegno dell’Italia a verificare l’entrata di San Marino nella white list in seguito a una serie di obblighi. Sarebbe bastato fare le leggi prima per entrare nella white list, l’opposizione getta fumo negli occhi ma i soggetti economici hanno capito chi è il responsabile: tutti i piccoli Paesi europei sono entrati, noi dobbiamo proprio essere degli artisti per non esserci riusciti. L’incapacità della vecchia maggioranza è evidente e noi dobbiamo rimediare e lo faremo.

    Siamo aperti al dialogo ma non alle strumentalizzazioni. La nomina del Presidente di Banca Centrale ci sarà al più presto, spero nel prossimo Consiglio, non sarà un sammarinese in questa fase, ma auspico che sia una decisione provvisoria: vogliamo che il paese abbia le sue professionalità”.

    Marino Riccardi, Psd: “Oggi non è una gran bella giornata per la maggioranza. La nomina della presidenza di Bcsm è una telenovela che si protrae da diversi mesi. Oggi l’avete iscritta all’ordine del giorno, mi sembra un modo di operare incerto e dà idea di un Governo in mezzo alla nebbia. Ho sentito molti discorsi retorici, senza una reale prospettiva per il Paese.

    Dagli interventi, mi dà l’impressione che Alleanza Popolare non facesse parte del Governo nel 2006. Al contrario, mi sembra che qualcuno di loro fosse anche responsabile di Dicasteri economici e avesse partecipato a tutte le fasi di incontri sullo sviluppo economico del Paese”.

    Ufficio Stampa del Congresso di Stato
    COMUNICATO STAMPA