Conte al debutto tace sui due mandati

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  • La rifondazione parte nel segno del passato. Giuseppe Conte torna in diretta Facebook serale, il M5s resuscita lo streaming. Il tema è il nuovo corso di quello che Conte chiama nel suo intervento il «neo-movimento». Partecipano all’assemblea su Zoom non solo i parlamentari, ma anche consiglieri regionali, amministratori locali come il sindaco di Roma Virginia Raggi, eurodeputati. Il piatto forte è l’ex premier. Al debutto nelle vesti di leader grillino. Abito e cravatta rossa, Conte continua a rivolgersi agli stellati come se fossero estranei. Infila una serie di «avete», riferiti a quanto fatto dal M5s nel passato più o meno recente. Fa il prezioso, dice di essere lì «dietro sollecitazione di tantissimi di voi, a partire da Beppe Grillo», per «rifondare il Movimento». Non «un’operazione di restyling, né di marketing politico». Conte colloca il M5s nel solco dell’ambientalismo. Parla di continuo di «transizione ecologica», si rifà all’«ecologia integrale». Conte annuncia per dopo Pasqua una serie di incontri con i parlamentari. Non dà un orizzonte temporale della rifondazione. «Proporrò una carta dei princìpi e dei valori», dice. Il nuovo Statuto conterrà una nuova strutturazione sul territorio. L’ex premier ha intenzione di creare «dipartimenti» tematici, dando al M5s «razionalità organizzativa». Però non scende nel dettaglio della nuova segreteria che lo affiancherà.

    L’impresa sarà sminare il M5s dai conflitti interni. Un gioco di correnti che rischia di logorarlo. Stoppa il correntismo nascente. «Le correnti interne finiscono per cristallizzare posizioni di potere», ammonisce. Lancia una stilettata ai parlamentari che si stanno organizzando per contare di più, come i contiani di Italia + 2050. «Non abbiamo bisogno di associazioni varie», stronca Carlo Sibilia e compagni. Il leader in pectore sorvola i due nodi principali che stanno tormentando la rifondazione. Sul rapporto con Rousseau è ermetico. «La democrazia diretta va promossa, le nostre scelte continueranno ad essere prese attraverso una piattaforma di voto», spiega senza nominare il sito di Davide Casaleggio. E sottolinea che sul processo dei dati «serve trasparenza e chiarezza». «Grillo non vuole rompere con Casaleggio», dicono dal M5s. La Raggi interviene, il Garante è collegato.

    Le tensioni più forti sono sui due mandati. Delusi i parlamentari che si aspettavano un chiarimento da Conte su questo punto. Il nucleo ristretto dei «super-big», formato dai vari Di Maio, Roberto Fico, Paola Taverna, potrebbe essere salvato con una deroga ad hoc per i «meritevoli». Difficile immaginare che tutti questi esponenti di primo livello si accontentino di una candidatura locale oppure di ruoli di vertice (non retribuiti) all’interno del nuovo partito. Fioccano i dubbi sul nuovo corso contiano. Tra i pentastellati circola la voce che al nuovo capo non dispiaccia l’irremovibilità di Grillo sui due mandati. L’ex premier avrebbe preferito creare una sua lista personale per proporsi come federatore del centrosinistra, progetto reso difficile dal cambio al vertice del Pd. Perciò ora, secondo più di qualche dirigente del M5s, Conte ha intenzione di rivoltare come un calzino tutta la classe parlamentare. Con l’obiettivo di candidare uomini di fiducia nelle liste alle prossime elezioni politiche. «Conte vuole mettere su la sua bad company», avvertono i critici. Con l’obiettivo di costruire «il partito di Conte», conservando il brand del Movimento. Ma l’avvocato dovrà fare i conti con i notabili dei Cinque Stelle.



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