Conte sale al Quirinale per sciogliere la riserva

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Dopo una mattinata di incontri per trovare la quadra sul governo il premier è giunto al Colle per sciogliere la riserva

Prima quasi tre ore di vertice a Palazzo Chigi tra M5s, Pd e Leu, poi un’altra riunione tra Pd e M5s.

Il tutto per definire il programma di governo ma soprattutto i nomi delle caselle più importanti. Alla fine l’intesa sembra essere stata raggiunta. Il premier Giuseppe Conte è salito al Quirinale dal presidente della Repubblica per sciogliere la riserva e presentare la lista dei ministri. Ora è a colloquio con Sergio Mattarella e se, come tutto lascerebbe pensare, tutti i nodi sono stati sciolti al tavolo della maggioranza, il presidente incaricato potrebbe rendere nota a breve la sua lista di ministri proposta al Presidente della Repubblica. Per la precisione, la scansione degli eventi di questo pomeriggio potrebbe prevedere l’ufficializzazione da parte del Segretario generale della Presidenza della Repubblica, Ugo Zampetti, del via libera; la lettura della lista dei ministri e probabilmente qualche considerazione a consuntivo da parte di Conte; un breve speech di saluto ai cronisti da parte di Mattarella. Ciò che più conta, il giuramento – almeno dal punto di vista di allestimento da parte del Quirinale – potrebbe tenersi già entro stasera.

In mattinata i nodi sul tavolo erano due. Il primo riguardava Luigi Di Maio. Secondo alcune fonti ci sarebbero state incertezze sull’approdo del capo politico M5S alla Farnesina, un ministero sul quale, fanno notare, peserebbe anche il parere del Colle. Voci che però non hanno trovato conferme tra i pentastellati che continuano a spingere per Di Maio agli Esteri. L’altro nodo, con un braccio di ferro che va avanti da ieri, è sul nome del sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Un punto ancora irrisolto e questo avrebbe spiazzato anche il Quirinale, già pronto a ricevere il presidente incaricato con la lista definitiva. Secondo le stesse fonti, Giuseppe Conte insisterebbe per un suo nome, come Roberto Chieppa, mentre il M5S continuerebbe a spingere per un pentastellato, come Vincenzo Spadafora. Intanto Dario Franceschini, si apprende da fonti parlamentari, sarebbe tornato in bilico tra Beni Culturali e Difesa. Se il capodelegazione Pd nel governo dovesse tornare al Mibac sarebbe spianata la strada per Lorenzo Guerini alla Difesa.

Un altro nome su cui continuano a girare voci insistenti è quello di Roberto Gualtieri all’Economia. Mentre Beppe Provenzano dalla segreteria di Nicola Zingaretti come responsabile delle politiche del lavoro, passarebbe al ministero del Lavoro. Tra i nomi dati in pole nella squadra dem anche quello di Francesco Boccia. Mentre Graziano Delrio ha ufficializzato che non farà parte dell’esecutivo: “Oggi ho terminato il mio lavoro (sul programma, ndr) e sono molto soddisfatto. Non sono mai stato né sarò incluso nella squadra di governo, perché abbiamo deciso di fare un grande rinnovamento”. Paola De Micheli sembra avviata alle Infrastrutture mentre Anna Ascani viene data alla Pubblica amministrazione. Un ruolo di governo potrebbe esserci anche per Teresa Bellanova. In alternativa potrebbe entrare Lia Quartapelle. Per quanto riguarda Leu sono stati avanzati due possibili nomi al premier incaricato: quelli di Roberto Speranza e di Rossella Muroni. Il Giornale.it

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