Copasir, Urso presidente: si sblocca lo stallo ma la Lega non vota

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  • A quasi quattro mesi di distanza dalla nascita del governo Draghi, si è sbloccato lo stallo sulla presidenza del Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica (Copasir) con l’elezione dell’esponente di Fratelli d’Italia Adolfo Urso, senatore ed ex vicepresidente del comitato. Urso, 63 anni, senatore dal 2018 dopo cinque legislature da deputato (1994-2013), succede al leghista Raffaele Volpi che guidava il Copasir dal settembre 2019, quando la poltrona fu lasciata vacante dalla nomina di Lorenzo Guerini (Pd) a Ministro della Difesa nel governo Conte II e il passaggio del Carroccio all’opposizione. Lo stallo è stato a lungo vincolato al braccio di ferro tra i due partiti guida della coalizione di centrodestra.

    Urso è stato eletto presidente del Copasir dopo che nelle scorse ore si era formalizzato l’accordo politico per la sua elezione. Sette i voti favorevoli ottenuti contro nessuno contrario e una scheda bianca, presumibilmente quella del neo-presidente. A Palazzo San Macuto erano assenti i componenti dimissionari della Lega, l’ex presidente Volpi e Paolo Arrigoni.

    Fdi ha sempre chiesto l’applicazione letterale della Legge 124 del 2007, che regola il rapporto tra politica e mondo dell’intelligence e assegna la presidenza del comitato di vigilanza sui servizi a un esponente dell’opposizione parlamentare. La Lega, invece, si è voluta rifare al precedente di Massimo D’Alema, rimasto alla guida del Copasir dopo la caduta del governo Berlusconi IV nel 2011, tesi contestata da diversi costituzionalisti cui il partito di Giorgia Meloni si è rivolto, e in alternativa ha proposto un azzeramento del comitato.

    Il segretario leghista Matteo Salvini e lo stesso Volpi avevano proposto un azzeramento del Copasir che potesse garantire una ricomposizione ex novo del suo team, e in questo caso metà dei membri (5 su 10) sarebbero spettati al partito di Giorgia Meloni in quanto unico titolare di un gruppo alla Camera e al Senato schierato all’opposizione, mentre per Fdi riguardava solamente la questione della Presidenza del Comitato e non anche quella della sua composizione paritetica.

    Nelle scorse giornate sono stati i presidenti delle due Camere, Roberto Fico e Elisabetta Casellati, a sbloccare l’impasse dopo aver, nelle prime settimane del governo Draghi, aperto alla prosecuzione dell’attività del Copasir prima che Urso e l’esponente di Forza Italia Elio Vito rimettessero il mandato e lo stesso Volpi finisse per dimettersi da presidente. Fico e Casellati hanno rifiutato le dimissioni di Volpi e Arrigoni da membri del Copasir in quanto la Lega non ha indicato potenziali membri sostituti e hanno invitato il comitato di Palazzo San Macuto a procedere all’elezione del presidente.

    Urso si troverà ora di fronte al compito di rilanciare l’attività del Copasir come centrale operativa fondamentale per la definizione delle politiche di tutela degli asset strategici e del sistema-Paese. Dalla campagna vaccinale alle possibili scalate straniere, dal rischio terrorismo all’audizione dei nuovi vertici dei servizi, il Copasir deve tornare ad essere il “polmone” che è stato negli scorsi anni. Urso, assieme a Volpi, ha contribuito a plasmarne l’attività e a trasformare in senso propositivo e “interventista” il comitato di Vigilanza. Diventato vero e proprio scudo del sistema-Paese. Al neo-presidente il compito di proseguire la linea bipartisan e cauta tenuta sinora in una fase decisiva per il rilancio del Paese.


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