Craxi e gli antenati di Hamas

E la Russia e le armi e l’America e la politica.
Non c’è nulla di più attuale.
Fabio Martini, editorialista de La Stampa, ha scritto uno dei migliori libri su Craxi, “Controvento”, dopo la sua morte.
Senza dubbio.
Perché? Perché non avendo scritto stupidaggini infamanti nei suoi confronti negli anni bui, non deve fare alcuno sforzo per giustificare le stupidaggini infamanti prima dette.
Lo sforzo che fanno i Massimo Franco o i Cazzullo ed altri. Ad esempio.
Il libro di Fabio Martini a cosa serve?
A capire meglio Craxi? Si.
Però serve soprattutto a capire l’oggi.
E’ una chiave per capire quanto oggi siamo distanti da una politica capace minimamente di capire il mondo.
A capire come affrontarlo questo mondo in “tumulto”, come dice Claudio Martelli.
Medio Oriente:
Craxi sosteneva Arafat, contro gli “antenati di Hamas”. Era amico di Arafat ma lo “costringeva” alla rinuncia alla lotta armata e a fare la pace con Shimon Perez, leader israeliano, che Craxi sosteneva contro alcune componenti estreme israeliane. C’erano anche allora.
L’esatto contrario di quello che succede ora, con gli estremisti di una parte e dell’altra in campo e con le piazze e le università del mondo che finiscono per stare dalla parte di Hamas.
Russia:
Craxi, dopo aver visto da vicino le dittature dell’Est, diventò anticomunista, socialista anticomunista. Si. Nettamente.
Decise di finanziare la dissidenza in ogni Paese sotto il regime sovietico. Da Walesa in giù. Elesse in Parlamento europeo dissidenti dell’Est, portò in Italia la Biennale del Dissenso per denunciare i crimini comunisti.
Fece installare in Italia i missili Pershing e Cruise che obbligarono i russi al disarmo.
Il riarmo di Craxi. Per la pace.
L’ esatto contrario di quel che succede oggi.
A sinistra e a destra.
La resa che produce guerra.
L’idea di una Europa Hippy.
Il disarmo degli idioti.
Gli utili idioti di Putin.
America.
A Sigonella Craxi disse agli americani: voi siete amici ma non lo siete più se non ci rispettate.
E a Reagan che gli chiedeva di non parlare della dittatura cilena di Pinochet nel suo discorso, di Craxi, al Congresso americano, rispose parlando di Pinochet e di come bisognava mettere fine a quel regime. 6 mesi dopo Pinochet non c’era più.
Egemonia e cultura politica.
Craxi lanciò una sfida culturale che fu politicamente vincente( poi persa grazie alla persecuzione giudiziaria…) alla sinistra comunista e post comunista. La scelta occidentale ed europea chiara. Senza se e senza ma.
La sfida riformista.
E sfido’ la Dc sul governo.
L’idea di progresso che incontra la realtà.
Il “merito e il bisogno” che divento’ pensiero politico, dopo la Conferenza di Rimini.
La rottura delle ideologie.
Un Welfare più equo.
Il lavoro e l’impresa motori della crescita.
Il Made in Italy inventato da noi.
La modernità. La velocità.
Tutto quello che manca alla sinistra e alla politica italiana oggi.
Sergio Pizzolante