CSU: “Con le chiacchiere non si evita lo sciopero”

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  • E’ necessario subito chiudere i contratti, una legge condivisa sugli ammortizzatori sociali, il superamento del precariato e un progetto per lo sviluppo e l’occupazione. 

    Da qualche giorno il Segretario di Stato al Lavoro, Gian Marco Marcucci, spende parole contro la campagna di mobilitazione “Rompiamo l’immobilismo”. E soprattutto contro la scelta della CSU di chiamare i lavoratori allo sciopero generale: “E’ una scelta che non aiuta a trovare soluzioni”; “è sbagliato scioperare perché così si aumentano le tensioni in un momento difficile per San Marino”; “lo sciopero generale è una fuga dai problemi reali”.

     

    Parole che per i segretari di CSdL, Giovanni Ghiotti  e CDLS, Marco Beccari, vanno nella direzione sbagliata. “Piuttosto che demonizzare lo sciopero generale, – osserva Giovanni Ghiotti – il Segretario di Stato al Lavoro ha ben più concrete possibilità per sbloccare la situazione. Lo sciopero è uno mezzo, non un fine, eppure da settimane abbiamo atteso un incontro per verificare i contenuti della riforma sugli ammortizzatori sociali, appuntamento fissato solo ora per la prossima settimana mentre il tavolo tripartito è praticamente fermo dal 9 luglio, ovvero da quando l’Associazione Industriali ha deciso di boicottarlo a colpi di No ”.  

    Sottolinea Beccari: “La vera fuga dalla realtà è quella di chi non capisce che dalla crisi si esce sostenendo i redditi fissi e irrobustendo le protezioni sociali.  Da luglio le abbiamo provate tutte per dare una risposta contrattuale a migliaia di lavoratori: mesi e mesi di paziente disponibilità, fatta di incontri formali e informali, ma l’Anis ha sempre risposto alzando solo un muro di alibi. Certo, fino all’ultimo minuto la porta del dialogo è aperta, però servono risposte tangibili”.

    Il tavolo tripartito, concludono i segretari di CSdL e CDLS, “è nato per mantenere la coesione sociale, allora lo si convochi per chiudere i contratti, per fare una buona legge sugli ammortizzatori sociali, per trovare soluzioni concrete contro il precariato nella PA e mettere in campo progetti di sviluppo economico e occupazionale”.