Dal IL SOLE24ORE un’interessante articolo sul blocco delle Carte di Credito Diners e American Expres

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Il riciclaggio di denaro con carte di credito è oggi molto diffuso, soprattutto nel mondo della criminalità organizzata. Parola diRanieri Razzante, alla guida dell’Aira, l’Associazione italiana responsabili antiriciclaggio (il presidente onorario è Pier Luigi Vigna, ex procuratore nazionale Antimafia) nonché docente di Legislazione Antiriciclaggio all’Università di Reggio Calabria.

Lo abbiamo interpellato per fare chiarezza su questo argomento considerato che recentemente Bankitalia ha imposto lasospensione dell’emissione di carte di credito in Italia a Diners Club (a settembre 2009 ma lo si è appreso solo mercoledì scorso dalla pubblicazione del bollettino di Vigilanza di via Nazionale) e ad American Express (12 aprile 2010) riscontrando irregolarità anche sotto i profili del riciclaggio (nel caso di American Express si aggiungono anche i profili dell’usura e della trasparenza).

American Express – che ha deciso di rimborsare tutti gli addebiti in eccesso imposti ai clienti morosi di carte revolving nel periodo tra il 4 ottobre 2006 e il 7 ottobre 2009 – precisa attraverso il proprio sito che «sta realizzando un aggiornamento dei propri sistemi informativi e procedure per aderire ancora più strettamente alla normativa applicabile ai prestatori di servizi di pagamento ed agli intermediari finanziari». Mentre Diner’Club precisa che si tratta di una «situazione che l’attuale proprietà ha ereditato al momento dell’acquisizione (avvenuta nel maggio 2008, ndr) e che è stata posta prontamente tra le priorità del nuovo management». Si tratta di «un fatto tecnico ad oggi risolto».

Nel mirino è finita anche Fiditalia che ha però precisato che il provvedimento riguarda la trasparenza dei servizi bancari e finanziari e ha spiegato «di aver già posto in essere le misure necessarie per ottemperare ai rilievi dell’Autorità di Vigilanza».

Professor Razzante in che modo si riciclano i soldi con carte di credito?
Nell’ultimo anno in Italia la malavita organizzata ha fatturato 400 miliardi di euro. Di questi, 170 sono imputabili ad attività di riciclaggio. Seppur in proporzioni molto limitate rispetto all’utilizzo del contante, la criminalità organizzata utilizza anche degli strumenti magnetici di pagamento per ripulire il denaro proveniente da attività illecite. In che modo? Servendosi delle carte di credito o prepagate di persone insospettabili, nella maggior parte dei casi colletti bianchi, collusi in tali attività. Le faccio un esempio: un imprenditore ha una carta con un plafond mensile di 5mila euro. Quando lo esaurisce uno dei modi per poterlo riutilizzare è versare nel suo conto corrente dei contanti. Se è d’accordo con la mafia può versare nel suo conto (ma per conto della criminalità) del denaro sporco. In questo modo viene reimmesso nel circuito finanziario denaro illecito. Attraverso svariate operazioni di piccolo taglio.

Quindi il plafond viene utilizzato dalla criminalità come leva per una parte dei soldi da “ripulire”?
Esattamente.

E la legge?
La legge antiriciclaggio prevede una sanzione specifica per reati del genere commessi con le carte di credito. E’ prevista la reclusione da 1 a 5 anni, indipendentemente dalla somma.

Quali sarebbero le violazioni compiute dalle società emittenti di carte di credito finite nel mirino di Bankitalia?
È bene precisare che le irregolarità di cui si è appreso non si riferiscono al riciclaggio di denaro ma alle procedure utilizzate per la registrazione dei clienti nell’Archivio unico informatico (Aui, ndr) in ottemperanza alla normativa vigente in materia di antiriciclaggio. Tale normativa impone procedure e sistemi informativi adeguati per una corretta registrazione delle anagrafiche dei clienti e di particolari transazioni compiute attraverso le carte stesse.

Quindi tratta di violazioni amministrative legate alla errata registrazione di alcuni clienti nell’archivio unico informatico?
Da quel che si è appreso sì.

Sono previste sanzioni?
La normativa antiriciclaggio in vigore, il decreto 231 del 2007, prevede in caso di mancate o errate registrazioni una sanzione che va da un minimo di 2.600 a 13mila euro, che si può applicare per ogni registrazione errata o non effettuata. Le sanzioni sono comminate dalla Banca d’Italia e si pagano al ministero dell’Economia che firma il decreto di condanna, ricorribile al Tribunale civile. Se invece si dimostra che c’è stato un falso o dolo nelle registrazioni, cosa su cui peraltro non è stata fatta alcuna allusione nei casi delle società sopraindicate, l’articolo 484 del Codice penale prevede la reclusione fino a 6 mesi del soggetto che ha commesso il delitto.

Qual è la sua opinione sull’utilizzo delle carte di credito?
Come dice giustamente il governatore di Bankitalia, Mario Draghi, bisogna incrementare l’utilizzo delle carte di credito. Ma dietro questo incremento deve esserci più controllo e un miglior monitoraggio da parte degli intermediari finanziari specializzati al fine di segnalare all’Unità di informazione finanziaria (l’ex Ufficio italiano cambi, un organismo di Bankitalia, ndr) eventuali comportamenti anomali. Proprio per evitare che questi strumenti, di per sé utilissimi, non finiscano nelle mani sbagliate. O qualora finiscano, vi rimangano per il più breve tempo possibile.

fonte IL Sole 24 Ore

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