Dazi USA, la posizione di Confagricoltura Bologna: “Colpite filiere di eccellenza come Parmigiano Reggiano e vini Doc delle zone collinari e di montagna. Necessaria risposta coesa dell’Unione Europea”

“I dazi al 20% annunciati ieri sera dal presidente Trump sui prodotti agroalimentari europei esportati negli Stati Uniti rappresentano un duro colpo per le produzioni di eccellenza del sistema agroalimentare bolognese. Saranno colpite alcune filiere strategiche per il nostro territorio, a partire dal Parmigiano Reggiano e quella vitivinicola fino alle conserve vegetali e alle carni, con il rischio di ricadute soprattutto sulle aree collinari e di montagna dove si trovano molte aziende dei comparti lattiero-caseario e vitivinicolo. È necessario che l’Italia difenda i propri prodotti insieme all’Unione Europea, adottando una strategia uniforme per arrivare ad un negoziato costruttivo a beneficio di tutti”.
È questo il commento di Davide Venturi, presidente di Confagricoltura Bologna, a seguito dell’introduzione dei dazi al 20% da parte del Governo USA sull’importazione di prodotti alimentari provenienti dall’Europa. Una decisione che rischia di generare ripercussioni nell’area metropolitana bolognese, dove diversi produttori agricoli, a partire da quelli legati alla filiera del Parmigiano Reggiano, per il quale gli Stati Uniti rappresentano il primo mercato estero di riferimento (una forma su quattro venduta all’estero finisce proprio negli USA). Senza dimenticare i vini di eccellenza delle nostre Doc.
Anche il settore vitivinicolo bolognese, infatti, teme importanti riflessi negativi, in particolar modo i produttori del Pignoletto, che negli ultimi anni hanno investito con decisione per espandere la propria presenza sul mercato americano, anche con campagne marketing e di comunicazione mirate ai consumatori statunitensi. “Ora tutto questo lavoro rischia di essere vanificato – prosegue Venturi -. A livello nazionale alcune stime hanno indicato che l’introduzione delle tariffe del 20% potrebbe comportare un danno diretto di circa 470 milioni di euro sul comparto vitivinicolo, con effetti indiretti sull’export globale che raggiungerebbero rapidamente il miliardo di euro. È inevitabile che anche le aziende bolognesi si troveranno ad affrontare forti difficoltà. Diversi nostri soci hanno investito risorse nell’internazionalizzazione dei mercati, avviando processi di sviluppo commerciale lunghi, laboriosi e costosi, che ora rischiano di venire fortemente penalizzati o ridimensionati dall’effetto a catena che possono genere questi dazi”.
Per Confagricoltura Bologna diventa quindi fondamentale “una presa di posizione netta e soprattutto coesa da parte dell’Unione Europea, con l’Italia che deve difendere i propri prodotti d’eccellenza che sono riconosciuti per la loro grande qualità dal mercato americano. La reazione deve essere quella di adottare una strategia unitaria e condivisa, rispondendo in maniera ferma e autorevole a quanto fatto dagli Stati Uniti per arrivare al più presto ad un negoziato che riequilibri la situazione. Gli USA rappresentano un mercato difficilmente sostituibile per molte nostre imprese, e certamente non in tempi così rapidi. Siamo impegnati a fare di tutto per tutelare le nostre produzioni”.
Confagricoltura Bologna