DDC CRITICA IL PATTO PER SAN MARINO

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  • A volte ci vuole una bella faccia tosta a scrivere certi comunicati.  Ma non dobbiamo meravigliarci di questo se poi  l’icona di riferimento del Patto per San Marino è diventato, di fatto, il Segretario di Stato alle Finanze. La settimana sul bilancio si chiude alle prime ore di sabato mattina, sotto una bufera di neve con il Patto per San Marino che festeggia. Così è finito il primo anno di questa legislatura, con il Paese vicino a una pesante crisi economica e finanziaria e la maggioranza che esorcizza la paura per lo scampato pericolo sulla votazione sulla legge finanziaria e sull’ordine del giorno “Gatti”. Il pericolo sarà pure anche momentaneamente scampato ma, tra coloro che hanno formulato critiche al bilancio e chi ha sostenuto che lo avrebbe votato solo per rispetto al mandato elettorale, pesano come un macigno i mancati voti tra le fila del Patto per San Marino.  I DdC sono perplessi di fronte al forzato ottimismo dei vertici della maggioranza in quanto, il Consiglio appena terminato, passerà alla storia per la durata del dibattito sulla legge sul bilancio (finito alle ore 1.00 di sabato mattina) e per l’impossibilità della maggioranza di affrontare argomenti rilevanti, presenti nell’ordine del giorno della seduta consiliare. Difficoltà che si è tradotta anche in un pareggio sulla votazione di un articolo della legge finanziaria, paura che ha spinto a non mettere in discussione e votazione l’ordine del nostro giorno presentato sul tema Comandante Gendarmeria. I Democratici di Centro hanno attivamente partecipato alla discussione sul bilancio di previsione 2010, presentando numerosi emendamenti e facendo numerose proposte. Purtroppo la maggioranza, guidata al Segretario di Stato per le Finanze e fedele alla politica di autosufficienza e autoreferenzialità, ha rigettato tutti gli emendamenti presentati e in alcuni casi ha anche accusato i DdC di essere conservatori e non volere le riforme del Paese. Essere bollati da Gabriele Gatti come conservatori è un complimento e ci dimostra che la nostra azione politica è nel giusto: l’acuto Segretario di Stato ha, infatti, confezionato una manovra finanziaria errata nei numeri e infarcita di dichiarazioni di principio. In essa ci sono diverse perle, dalle tasse su i matrimoni alle collaborazioni fantascientifiche con il Centro Nazionale delle Ricerche Italiano (CNR) per fare sparire i rifiuti e magari scoprire l’oro nel torrente di San Marino, fino al pensare di lanciare la green economy a San Marino con lo stanziamento di 750.000 euro. Purtroppo il respiro della manovra è limitato, non assicurerà lo sviluppo di cui il Paese ha necessità ma manca assolutamente di elementi di novità che possano rilanciare la Repubblica dalle pesanti secche nelle quali è cadute. Un dato però ci impressiona. Scorrendo gli articoli della Legge di Bilancio il governo dovrà emettere, nei prossimi 12 mesi oltre 60 decreti delegati, cosa che anche al più disattendo osservatore appare impossibile, anche ai dotati di poteri paranormali come l’onnipresente Segretario di Stato Gatti che nel dibattito sul bilancio ha dimostrato brillanti doti di tuttologo e si è dimostrato un profondo conoscitore della finanza pubblica. I Democratici di Centro ci sono e continueranno a lanciare proposte, consapevoli che le coscienze del Paese non potranno essere a lungo sopite dal timoniere che forte della sua arroganza e blindato da una legge elettorale che ha anche avversato, oggi si prepara a festeggiare un natale nell’opulenza di fronte a un Paese impaurito e senza alcuna prospettiva di sviluppo.

     

    DEMOCRATICI di CENTRO