DDC su Gendarme Leghista, Caccia alla gola profonda, Legge di riordino ambiente e Dibattito Banca Centrale e Governo

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  • Riportiamo di seguito il comunicato stampa dei DDC

    La recente sessione consigliare ha visto affrontare temi rilevanti, su cui i rappresentanti del nostro Movimento hanno svolto una serie di considerazioni che riteniamo necessario ripercorrere:

    Il Gendarme Leghista!

    La nostra interpellanza ha colto nel segno. A San Marino c’è, infatti, un appartenente al corpo della Gendarmeria che non solo è Segretario Provinciale della Lega Nord, che non solo si è candidato alle recenti elezioni amministrative nella Repubblica Italiana ma che è pure stato eletto. Da quanto appreso inoltre dal riferimento del Governo c’è un ulteriore profilo di irregolarità perché questo Gendarme risulta residente per San Marino a San Marino e per l’Italia probabilmente risulterà residente in Italia, data la sua elezione.  Visto il ruolo rilevante svolto dal Corpo della Gendarmeria che in base all’art. 2 della Legge 131 / 1987 deve: “Provvedere alla prevenzione e repressione dei reati, al mantenimento dell’ordine pubblico, alla sicurezza dei cittadini, alla loro incolumità ed alla tutela della proprietà; per curare l’osservanza delle Leggi, dei Decreti, dei Regolamenti dello Stato; per prestare soccorso nei casi di calamità; per eseguire ordini legittimi delle Pubbliche Autorità” è grave che un Gendarme non rispetti il Regolamento del proprio corpo,tra l’altro  Legge dello Stato. La risposta del Governo è fin troppo evasiva: aspettare il nuovo Regolamento per chiarire la situazione. A questo punto ci viene da pensare che forse dovremo aspettare la visita di Bossi sul Titano, visita tanto ricercata dai nostri Governanti, per capire se il nostro Gendarme potrà continuare a stare in divisa militare o scegliere la camicia verde delle ronde padane.

    Caccia alla gola profonda!

    La pubblicazione delle sintesi degli accordi con l’Italia, apparse su qualche testata giornalistica, non ci è piaciuta. E’ stato un ulteriore schiaffo al ruolo del Consiglio e dei suoi membri di maggioranza che di opposizione. Noi non critichiamo i giornali, ai quali anzi spetta l’esercizio pieno del diritto di informazione. Evidenziamo però che nelle parole del Segretario agli Esteri c’è qualcosa di singolare che, sicuramente, non denota tranquillità e fiducia tra i componenti dell’Esecutivo. Quando il segretario Mularoni  non ha dubbi nell’affermare che la gola profonda non può che essere un collega, “un congressista” non possiamo che prendere atto di questa situazione. Non chiederemo certamente commissioni d’inchiesta per conoscere l’identità del congressista coinvolto in questo “scambio di informazioni” ma, sicuramente, il Governo inanella un’ulteriore figuraccia che, di fatto, smentisce la teoria della massima riservatezza sugli accordi per non infastidire la controparte italiana.

    Legge delega per il riordino e l’aggiornamento della normativa in materia ambientale

    Più che una legge di riordino è una vera e propria blindatura della Segreteria di Stato competente che, con lo strumento della legge delega, diventa il dominus assoluto sul territorio e l’ambiente. Peccato che il territorio sia di tutti i sammarinesi, non del solo Segretario di Stato Venturini che – con la sua corrazzata – potrà intervenire discrezionalmente in tantissimi settori. Si tratta di una vera e propria legge delega “in bianco” che permetterà al Governo di intervenire anche sulla dotazione organica dei vari uffici coinvolti. Conoscendo la cultura di Governo che alberga in più di un settore della maggioranza si prevedono nuove infornate … nonostante il bilancio dello Stato sempre più in rosso!

    Dibattito Banca Centrale e riferimento Governo

    Abbiamo preso atto dei riferimenti presentati, considerandoli positivi per gli spunti proposti. Al termine del dibattito, l’opposizione ha ritenuto di sottolineare il proprio approccio costruttivo con un ordine del giorno che raccogliesse la necessità di un pieno coinvolgimento di tutte le forze politiche sulla base di obiettivi programmatici da proporre nella trattativa con l’Italia, e inserirli quindi come parti integranti degli accordi in corso.  La maggioranza, pur apprezzando la pacatezza del dibattito e gli intendimenti propositivi, ha ritenuto tuttavia di non adottare l’ordine del giorno perché gli accordi, essendo ormai parafati, non sono suscettibili di modifiche. Rimane discutibile e criticabile l’atteggiamento del Governo che, al momento della possibilità di uscire con un consenso allargato, ha deciso di tagliare i ponti con l’opposizione rifiutando un Ordine del Giorno che traeva – ed è paradossale – i propri spunti fondamentali dalla sua stessa relazione.