Diritto all’istruzione e alla educazione

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Ho passato una vita nella scuola, e capisco quanto sia importante questo strumento in una società che si voglia a misura d’uomo. Sono anche convinto che l’insegnamento sia una risorsa non solo per i giovani, ma anche e soprattutto per noi insegnanti, quasi costretti, dall’incontro con i giovani, a rimanere attenti al cammino personale di chi ci è affidato, e questo non è mai scontato, e ad una costante attenzione ai cambiamenti del clima sociale e culturale, per potere parlare ai giovani e raggiungere il loro cuore e la loro mente. Per questo ho apprezzato che una formazione politica sammarinese, in vista delle elezioni, si presenti con queste parole agli elettori: «Ognuno ha diritto all’istruzione: questa è la più efficace difesa della libertà!» Credo però che questo argomento sia di interesse non solo di una singola formazione politica, ma riguardi tutti noi. E, permettete, credo che si debba iniziare a lavorare senza schemi né stupidi e stantii pregiudizi, e non come coloro che prima di guardare il contenuto leggono la firma, per decidere se prendere in considerazione quanto affermato. Da tempo la nostra Diocesi propone a tutto il popolo e ai responsabili della vita comune e della scuola una «Settimana dell’educazione» che ha come interesse quello di suscitare un dibattito che spalanchi ad una considerazione per cui la scuola non è «questione di esperti o di addetti ai lavori» ma sia interesse di tutti. A questo proposito, non credo di essere il solo che ricorda la lezione di Don Milani e della sua Scuola di Barbiana, con la famosa Lettera a una professoressa, che ha tolto la questione educativa agli specialisti per consegnarla al popolo. Quest’anno ci interessa approfondire come l’educazione abbia bisogno di modelli per conquistare il cuore dei giovani, e per farli diventare protagonisti. Abbiamo raggiunto tutti i giovani e i ragazzi con quanto diceva loro s. Giovanni Paolo II: «Giovani, non appiattitevi nella mediocrità, non vivete solo a metà, prendete in mano la vostra propria vita, per farne un autentico e personale capolavoro. Giovani, a nessuno è lecito abbandonarsi; oggi è più che mai necessario, proprio per superare le difficoltà, che prendiate in mano la vostra vita!» Per questo sarebbe buona cosa interrogarci su chi può aiutare i giovani in questa straordinaria avventura, che forse è di più «che … permettere l’emancipazione, il progresso, la ribellione contro soprusi e angherie», e ha bisogno di libertà e di testimoni e maestri. Questo sarà sempre più possibile se si riuscirà a spezzare la catena dello statalismo, dando spazio ai soggetti che sono i responsabili della vita comune. Cioè se anche per l’educazione varrà quel principio che la Chiesa chiama «di sussidiarietà», creando le condizioni di quel pluralismo che è una autentica ricchezza per la società, e che in molte occasioni (penso alla ricchezza del volontariato qui in Repubblica) ha reso un autentico servizio a tutta la vita comune. Mi auguro dunque che, in questa tornata elettorale, sia possibile tenere aperto un confronto su quanto ci sta a cuore: il bene prezioso dei giovani e la loro maturazione. Questa «Settimana dell’educazione» potrà, lo spero, aiutarci tutti in questa impresa.

P.S.: Per San Marino questi sono gli appuntamenti: · Lunedì 4 novembre il tema dello sport, con don Albertini, a Serravalle (Stadium) · Giovedì 7 novembre, a San Marino (Teatro di Borgo) con Ezio Aceti · Domenica pomeriggio, a Serravalle, Sala Polivalente Little Tony, con l’attore Giovanni Scifoni introdotto da Anna Grazia Mandrelli, e con assemblea finale dopo i tavoli di lavoro. · Giovedì mattina, alla Scuola Superiore di San Marino: incontro testimonianza con Silvio Cattarina e i suoi giovani.

Don Gabriele Mangiarotti

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