DONATELLA ZANOTTI (CSDL). Accreditamento degli asili nido privati: un intervento importante, ma resta il problema dei 25 bambini esclusi

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  • Su 85 bambini ospiti dei nidi privati, l’accreditamento riguarda solo 60 di loro. Per 25 famiglie nessuna riduzione della retta mensile. La CSdL, nel riconoscere comunque il valore di questo provvedimento, aveva sollevato il problema fin dall’incontro del 3 febbraio

    L’accordo sul riconoscimento degli standard di qualità degli asili nido privati, lungamente rivendicato e sollecitato dalla Confederazione del Lavoro, è un intervento importante, in quanto rappresenta una novità nel panorama dei servizi alla persona e in particolare per la prima infanzia. Questo provvedimento, che si realizza attraverso un intervento economico dello Stato, si traduce in una significativa riduzione dell’importo delle rette mensili per le famiglie che utilizzano asili nido privati. Nel complesso, questo atto può avviare un nuovo percorso di effettiva integrazione tra pubblico e privato, ponendo al centro la qualità e l’efficienza dei servizi erogati, tendente anche all’obiettivo della effettiva parificazioni dei costi dei servizi all’infanzia.

    Premesso ciò, siamo tuttavia rammaricati per il fatto che da questo provvedimento sono stati esclusi 25 bambini e le relative famiglie. Infatti, mentre nelle strutture private di asilo nido sono ospitati complessivamente 85 bambini, l’accreditamento è stato riconosciuto solo a 60 di loro. Con questa scelta, queste 25 famiglie non possono accedere ai benefici dell’accreditamento: pertanto, per loro non vi sarà nessuna riduzione della retta mensile.

    Riteniamo incomprensibili i motivi di questa esclusione. Ricordiamo che la CSdL, a partire dall’incontro del 3 febbraio scorso, aveva chiesto di riconoscere a tutti i bambini attualmente ospitati presso i nidi privati, i benefici dell’accreditamento. Richiesta poi formalizzata in una lettera che la Confederazione del Lavoro ha inviato il giorno successivo alla Segreteria di Stato per la Pubblica Istruzione. Ora che l’accordo è stato sottoscritto, resta da spiegare alle famiglie dei bambini esclusi i motivi di questa scelta, e soprattutto occorre trovare soluzioni che superino questa situazione di iniquità e disparità che si è venuta a creare.

     

    di Donatella Olga Zanotti – Segretario Confederale CSdL