Emilia Romagna, psicodramma nel Pd: in un mese ha perso il 5%

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Il governo partorisce una manovra ammazza-Emilia Romagna. E tutta la sinistra crolla nei sondaggi: ora il Pd ha seriamente paura di perdere le regionali

Prima c’è stata l’alleanza con il Movimento 5 Stelle. Adesso a pesare è la plastic tax che rischia di azzoppare pesantemente le aziende dell’Emilia Romagna.

Il risultato è una flessione del Partito democratico di ben cinque punti. Lo scenario politico fotografato da una rilevazione di Noto Sondaggi pubblicata oggi sul Resto del Carlino preoccupa la sinistra che ora teme realmente di perdere una delle proprie roccaforti. “Rischiamo di essere travolti – ha ammesso il capogruppo dem alla Camera, Graziano Delrio, a Repubblica – non si vota per il buon governo della regione, ma su un’onda ideologica che non si ferma con la buona amministrazione”.

Nell’ultimo mese, secondo la rilevazione pubblicata sul Resto del Carlino, il Partito democratico ha perso circa cinque punti percentuali, mentre il Movimento 5 Stelle tre punti e mezzo e Liberi e Uguali un punto. Italia Viva ha, invece, “aggregato” il 6% degli elettori. Il saldo per l’alleanza giallorossa di governo è, dunque, negativo. Un meno 3,5% netto. Dopo l’apertura della crisi agostana, la Lega di Matteo Salvini è, invece, tornata sui numeri delle scorse elezioni europee, quando si era attestata a quota 33,2%. Nel giro di trenta giorni, insomma, ha recuperato il 3,2% di voti. Anche Fratelli d’Italia continua a crescere arrivando al 9% con un balzo secco dell’1,5%. E Forza Italia, seppure lontana dagli allori degli scorsi anni, registra una aumento del 2% delle preferenze. In un mese, dunque, il saldo della coalizione del centrodestra balza al più 6,7%. A pesare maggiormente sul calo del consenso, secondo la rilevazione di Noto Sondaggi, può avere influito anche la manovra economica. “Per il 56% del campione preso in esame – si legge – il parere sui provvedimenti contenuti nella legge finanziaria è negativo, per il 33% è positivo e l’11% non ha espresso opinione”.

Non è il primo campanello d’allarme che agita la sinistra. Il direttore generale di MG Research, Roberto Baldassari, aveva elaborato per il sito Affaritaliani un altro sondaggio che vedeva il Pd e i suoi alleati nove punti indietro rispetto alla coalizione di centrodestra. Anche con un eventuale accordo con i Cinque Stelle la vittoria non sarebbe affatto scontata. Nelle scorse ore il presidente dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, ha inviato una lettera a tutti gli eletti dem in Regione: “Sono bombardato dai nostri elettori non dagli altri…”. La critica contro il governo, di cui il Pd è uno dei maggiori azionisti, è durissima. “La questione auto aziendali gestita come peggio si potesse e qui dove cresciamo più di tutti e con la disoccupazione al 5% rischia di farci pagare prezzo alto – ha lamentato il governatore dem – anche tassa sulla plastica se non mette alcuni correttivi ed incentivi la paghiamo qui, non altrove”.

Lucia Borgonzoni, la fedelissima salviniana candidata del centrodestra alle prossime regionali, ha rinfacciato a Bonaccini che è stato proprio il suo governo “amico” ad aver confezionato una “manovra ammazza-Emilia Romagna”. La cosiddetta plastic tax rischia, infatti, di colpire il distretto del biomedicale di Mirandola, mentre il salasso sulle auto aziendali andrà a penalizzare migliaia di lavoratori delle circa 400mila aziende presenti sul territorio. Più in generale, secondo l’esponente leghista, la legge di Bilancio andrà a danneggiare l’ultimo zuccherificio rimasto in Italia, il Coprob di Minerbio, l’intera filiera di settore e il mondo della trasformazione. La nuova tassa sulle cartine e sui filtri, poi, finirà per impattare su 250 aziende e grossisti e oltre un centinaio di rappresentanti che non potranno più vendere questo genere di prodotti poiché dovrà passare tutto dal monopolio di Stato che sarà l’unico titolato a vendere. “Ancora una volta il Pd – è il commento della Borgonzoni – si dimostra nemico di lavoratori, imprese e mondo produttivo. Altro che retorica di Bonaccini: se l’Emilia Romagna cresce è solo per la capacità e la lungimiranza della propria gente, nonostante il freno imposto dal Pd”. Il Giornale.it

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