Europa divisa sul gas, ma ci sono spiragli

Si registra qualche passo in avanti al Consiglio straordinario Energia di ieri a Bruxelles per trovare un accordo sul tetto al prezzo del gas. Secondo il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, è stato stabilizzato un testo sul meccanismo del price cap: «Certamente ci sono ancora alcuni punti che vanno definiti e sarà fatto durante la riunione del Consiglio Energia di lunedì prossimo. Il punto principale di discussione è in questo momento la soglia di prezzo». Ora la palla passa al vertice dei capi di Stato e di governo Ue che si terrà domani e al nuovo Consiglio energia.

Si continua a discutere anche su altri due pacchetti vincolati al Meccanismo di correzione del mercato: quelli sugli acquisti congiunti di gas e l’accelerazione sull’autorizzazione di progetti sulle energie rinnovabili. La giornata si era aperta con la proposta della presidenza ceca fissando un tetto tra i 200 e i 220 euro al megawattora, un’ipotesi frutto di compromesso dopo l’iniziale idea di un tetto a 275 euro avanzato dalla Commissione Ue e avversata da numerosi Paesi, Italia in primis. L’ultima versione prevede che il meccanismo di correzione sia attivato se i prezzi sul Ttf di Amsterdam raggiungono la soglia indicata per un periodo compreso tra i tre e i cinque giorni.

Come avviene da mesi, si contrappongono due schieramenti: da un lato il fronte guidato da Germania e Olanda che ritengono la nuova soglia proposta troppo bassa, dall’altro Italia, Belgio, Grecia, Polonia e i Paesi che nei giorni scorsi hanno proposto per un price cap a 160 euro o, in alternativa, un tetto dinamico legato agli indici principali dei prezzi mondiali.

Oltre all’importo del tetto al prezzo del gas, un altro aspetto importante del dibattito riguarda l’estensione del meccanismo: per la Commissione non deve riguardare le negoziazioni tra privati ma solo quelle nei mercati regolati. Il problema è che in termini di volumi scambiati le negoziazioni tra privati sono molto rilevanti. Dal presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen è arrivato un appello a trovare un accordo perché «ogni giorno perso aggrava in prospettiva il contesto in cui fra circa tre mesi comincerà la stagione del riempimento degli stock di gas per l’inverno prossimo». Un monito che riguarda non solo il dibattito sul price cap ma anche l’esigenza di accelerare i pacchetti anticrisi ancora fermi e gli acquisti comuni di metano.


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