Fallimento da non ripetere. Categorie e politici condannano esperimento mercato

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  • Le proposte di Reggini Auto

  • Un fallimento totale da non ripetere. L’esito della prima giornata di sperimentazione del traffico in vista dello spostamento di parte del mercato ambulante trova numerose stroncature.

    RIMINI | 23 settembre 2009 | Sia da parte di CNA e Confartigianato, che chiedono di riaprire il confronto, sia dei consiglieri comunali Renzi e Giudici.

    L’intervento di Mauro Gardenghi (Segretario Confartigianato)

    L’esperimento di chiudere una strada fondamentale, ai limiti del centro storico di Rimini, per vedere l’effetto che provoca sul traffico in vista di futuri lavori a Castel Sigismondo, è fallito.

    Non ci voleva molto ad immaginarlo. Come ci vuol poco ad immaginare cosa accadrà più avanti, quando scooter e biciclette resteranno in garage, quando pioverà, quando ci sarà qualche fiera importante.

    La verità è che chiudere quella strada comporta pesantissime ripercussioni sul traffico, sui cittadini residenti, sulle attività economiche.

    Sia chiaro: Confartigianato è assolutamente favorevole sia alla realizzazione del fossato che ovviamente a quella del Teatro.

    La Confartigianato di Rimini il 21 febbraio 2007 presentò un progetto che immaginava una soluzione senza interessare la chiusura delle strade e insieme al COMAR (Comitato Operatori Mercato Ambulante Rimini) ipotizzò soluzioni concrete che l’Amministrazione non volle considerare.

    Le ricapitoliamo:
    Il mercato dever restare nel centro storico, così da aiutare questa zona a resistere all’avanzata del deserto di negozi che chiudono e non riaprono, per aiutare il centro storico nella competizione impari con le grandi superfici commerciali;

    Il mercato va diffuso in tutto il centro storico, interessando altre aree, ridisegnando la distribuzione delle merceologie, intervenendo sulla qualità delle bancarelle;

    Il mercato è uno strumento che ravviva il centro, con la sua unicità rappresenta una attrazione e ad esso sono affezionati i riminesi, gli interventi ipotizzati e sperimentati oggi lo limitano, lo rendono più difficile da raggiungere, penalizzano attività economiche che al contrario andrebbero aiutate.

    Chiediamo all’Amministrazione di fermarsi e di rivalutare soluzioni alternative come quelle già prospettate, anche da Confartigianato, già due anni fa.
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    L’intervento di Ivano Panigalli (CNA:COM)

    CNA.COM Rimini condivide e sostiene i progetti che vanno a favore della salvaguardia e del rilancio del centro storico, dalla ricostruzione del teatro “Galli” fino alla riapertura del fossato di Castel Sismondo.

    Non si può però fare a meno di notare come alcune recenti decisioni appaiano carenti nel coordinamento e nella valutazione delle conseguenze che comportano.

    Un esempio è la chiusura per lavori di Via Savonarola (il sottopasso ferroviario lungo il porto-canale) proprio in concomitanza con la sperimentazione della chiusura del Ponte di Tiberio. Che poi quest’ultima sperimentazione sia durata solo poche ore, costringendo l’Amministrazione Comunale a riaprire pressoché immediatamente il traffico sul Ponte, non fa che confermare le nostre perplessità.

    Il disagio per il traffico intenso anche in altre zone di Rimini è apparso subito evidente, nonostante oggi sia una giornata di sole e non siano in corso grossi eventi alla Fiera o al Palacongressi. Ma cosa succederà, per esempio, in occasione del prossimo TTG, che con la sua importanza muove migliaia di persone?

    I cittadini hanno poi avuto gravi difficoltà a raggiungere i servizi dell’Ausl e l’adiacente scuola materna, sulla vecchia Circonvallazione. Nel quartiere Fiorani i timori dei residenti si sono avverati, con un traffico pesantissimo da sostenere.

    Sul fronte dei commercianti, sensibili cali di affari si sono già riscontrati nel Borgo San Giuliano, ma non solo: è il caso del mercato ambulante della frutta e verdura, dove la mancata possibilità di parcheggiare nelle vicinanze ha scoraggiato i visitatori dagli acquisti più pesanti, quali sono appunto i prodotti ortofrutticoli.

    CNA.COM continua a ritenere che il mercato ambulante debba restare in città, ma non necessariamente concentrato nelle piazze Cavour e Malatesta e nelle loro immediate adiacenze. Come l’Associazione ha più volte proposto, ci sono settori del mercato che possono essere “spalmati” e anche separati, senza gravi pregiudizi per i commercianti ambulanti. E’ il caso proprio dei prodotti alimentari, le cui bancarelle potrebbero essere spostate in altre zone della città, magari in aree opportunamente dotate con servizi adeguati a questo genere di merce (impianti idrici e fognari per una pulizia più rapida ed efficace, raccolta differenziata dei residui organici, etc). Così era nel Medio Evo, quando ogni città aveva una “Piazza delle erbe” dedicata esclusivamente a queste merci; non si capisce perché non possa esserlo oggi.

    CNA.COM chiede all’Amministrazione Comunale che si prenda atto dei deludenti risultati della sperimentazione odierna e che su questa importante e complessa tematica si riapra un confronto senza pregiudiziali, al quale possano partecipare con pari dignità tutti i soggetti interessati.

    Ivano Panigalli
    Responsabile Provinciale CNA.COM Rimini
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    L’intervento di Gioenzo Renzi (PDL):

    Basta con gli esperimenti! La chiusura della Circonvallazione Occidentale ha paralizzato la Città.

    “L’esperimento del Vice Sindaco Melucci di chiusura della Circonvallazione Occidentale dalla rotatoria di V.le Valturio al Ponte di Tiberio, come volevasi dimostrare e da noi anticipato, ha prodotto il caos del traffico, nonostante l’impegno di una ventina di Vigili Urbani, a piedi, con auto e moto.

    Personalmente, abbiamo constatato:

    1) L’intasamento di Via Italo Flori, Via Ceccarelli e Via Tosi per ritornare sulla Circonvallazione;
    2) L’interruzione assurda e non rispettata su Via Galliano che impedisce l’accesso diretto a Via D. Campana, con svolta su Via Trizio e Italo Flori per accedere alla suddetta Via Campana;
    3) Deserta e isolata la Via Olivieri, percorribile solo a piedi;
    4) Paralizzata la rotatoria del Ponte dei Mille e Via dei Mille;
    5) Saltata “spontaneamente“ la chiusura del Ponte di Tiberio, dopo pochi minuti, dinnanzi alle proteste incontenibili e comprensibili degli automobilisti;
    6) Tolta anzitempo, alle 12,30 anziché alle 15, la chiusura della Circonvallazione per sbloccare la pesante situazione.

    Le nostre proposte presentate da circa 20 mesi in Consiglio Comunale con Interrogazioni e Mozione, purtroppo ignorate, avrebbero potuto evitare tali problemi.

    Chiediamo, pertanto, ancora una volta all’Assessore Melucci di concludere da subito questo esperimento fallimentare e di esaminare le proposte e le soluzioni alternative che prevedono:

    1) spostare provvisoriamente gli 80 banchi interessati dall’operazione del Fossato, in Via Bastioni Occidentali, da Piazza Malatesta a Via Garibaldi con l’eventuale prolungamento, se necessario, fino all’Arco di Augusto – e in Via D’Azelio, dall’Istituto Maccolini al Ponte di Tiberio, con utilizzo del Parcheggio sottostante.

    Sollecitiamo, inoltre, dall’Ass. Melucci una risposta, ancora non pervenuta, in ordine:

    1) al progetto di demolizione della sede del Cup (Ausl) e dell’adiacente Asilo ex Omni, anticipata dall’Assessore 2 anni orsono, per creare nuovi spazi e valorizzare le Mura urbiche;
    2) alla non più rinviabile sistemazione e riqualificazione della Piazza Malatesta con il recupero dell’intero Fossato della Rocca Malatestiana, la creazione di un’area archeologica e la ricostruzione del Teatro Poletti, che diventerebbe un importante polo di attrazione per i turisti e per tutto l’anno, e darebbe vita, dignità, prestigio all’intero Centro Storico.

    È su queste proposte che occorre l’impegno delle Istituzioni, Comune in primis, coinvolgendo seriamente e responsabilmente, categorie economiche e cittadini, per dare vita ad un progetto organico e di alto profilo per la Città, e per evitare esperimenti privi di buon senso.”
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    L’intervento di Giudici (Popolari Liberali – PDL)

    Ma in che città vive chi governa Rimini?

    Hanno avviato la “sperimentazione” della chiusura del Ponte di Tiberio (uno dei principali accessi al centro cittadino), nel giorno di mercato e, per di più, con il sottopasso della ferrovia a mare bloccato per i lavori. Cosa c’era da sperimentare?
    Cosa pensavano potesse succedere, se non il collasso della viabilità?
    Alle 9.00 di questa mattina la coda era ininterrotta dal ponte di Tiberio alla Fiera.
    Gli automobilisti (gente che la mattina va a lavorare…), inferociti inveivano contro i poveri vigili, mandati a gestire l’impossibile.
    L’ennesima trovata irresponsabile, attuata d’imperio senza alcun confronto, né con la popolazione, né con il Consiglio di Quartiere interessati.
    Ci auguriamo che il Sindaco e/o l’Assessore alla “Mobilità e Qualità urbana” (sic!), chiedano almeno scusa ai cittadini ed agli ospiti vittime di questa trovata.
    La gente del Borgo San Giuliano (che, giustamente, viene indicato come il cuore identitario della città), ha ben chiarito quali sarebbero gli effetti della “rivoluzione” viaria che, nelle condizioni attuali, si vuole attuare: la chiusura dei negozi storici della zona, il loro acquisto da parte di extracomunitari, il conseguente degrado del Borgo.
    Gli abitanti del quartiere Fiorani manifestano preoccupati da mesim non ci vuole una gran scienza urbanistica, né una laurea in ingegneria stradale e dei trasporti, per capire che sono buoni profeti e concordare con loro.
    Adesso che gli esiti sono chiari (speriamo), anche agli strateghi “de noantri”, facciamo alcune proposte.
    Si abbandoni immediatamente questa “sperimentazione”
    Per il centro storico, si tenga presente che la riqualificazione e valorizzazione non passa per la sua musealizzazione ma nel mantenerlo “vivo”, favorendo con politiche idonee il reinsediamento delle famiglie riminesi e la permanenza dei negozi e altri esercizi.
    Rispetto a questo secondo punto, ci sembrano condivisibili alcuni concetti dai quali partire.
    Il mercato bisettimanale non è un problema da risolvere ma un’attrattiva per la vitalità del centro cui non rinunciare. C’è qualcuno che li vede i turisti stranieri che lo affollano, o ce li siamo sognati noi? I riminesi che ci vanno a fare acquisti, non sono una risorsa anche per gli esercenti che stabilmente operano in centro? O vogliamo che anche questo target diventi cliente dei grandi Iper?
    Scelte di per sé condivisibili, quali il fossato intorno alla rocca malatestiana, la pedonalizzazione del Ponte di Tiberio, vanno considerate in un contesto complessivo di strategie e interventi, pertanto, fino a che non si trovano soluzioni al problema viario e dei parcheggi (accesso al centro storico), queste scelte vanno sospese.
    Le scelte fin qui attuate (politiche commerciali, viarie, abitative, ecc.), hanno portato i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Si abbia il coraggio di fermarsi e di rivederle. Si apra un confronto sussidiario e serio con la popolazione e le categorie coinvolte. Come spesso accade i “portatori” di un bisogno sono anche quelli che sanno come risolverlo.

     

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