Flessibilità, il diktat dell’Ue (e Gentiloni si allinea subito)

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Avevano fatto notizia le dichiarazioni accomodanti e di apertura da parte di alcuni esponenti uscenti della Commissione europea rispetto al nuovo esecutivo italiano.

Più flessibilità per il governo giallorosso?

Gunther Oettinger, ex commissario europeo al bilancio e noto soprattutto per l’infelice dichiarazione con cui invitava i mercati ad “insegnare agli italiani come votare”, è stato il primo tra questi a lanciare segnali in controtendenza rispetto al passato. “Si farà il possibile per facilitare il lavoro del nuovo governo italiano, quando entrerà in carica”, aveva dichiarato Oettinger, aprendo implicitamente alla possibilità di eventuali concessioni europee in materia di bilancio pubblico.

Gentiloni smentisce tutti

Inoltre il neo ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, a seguito del più recente Ecofin dello scorso 14 settembre, così dichiarava con soddisfazione: “Ho detto che una manovra restrittiva sarebbe controproducente e stiamo lavorando per collocarla nel quadro di una più generale e appropriata ‘fiscal stance’ dell’area euro”. Tutto sembrerebbe far dunque presagire verso una tranquilla e scontata riforma delle regole di bilancio dell’Unione europea.

È arrivata tuttavia una doccia fredda che probabilmente bloccherà e farà del tutto tramontare le velleità del nuovo esecutivo italiano. In vista dell’audizione che dovrebbe portare alla conferma del nuovo incarico di commissario per gli affari economici di fronte al Parlamento europeo, Paolo Gentiloni ha rilasciato risposte in decisa controtendenza con quanto dichiarato in precedenza. “Il mio compito, tra le altre cose, sarà di applicare il Patto di Stabilità facendo pieno uso della flessibilità consentita dalle regole”, ha così dichiarato l’ex Presidente del Consiglio italiano.

Non è prevista alcuna revisione del patto di stabilità

Il patto di stabilità e la sua revisione non sembrano dunque essere per nulla presenti nei prossimi programmi dell’esecutivo europeo. Gentiloni lo dice in maniera piuttosto chiara: qualsiasi tipo di flessibilità sarà esercitata all’interno e nel rispetto delle regole vigenti. Nessuna riforma dunque. A domanda puntuale poi sulla possibilità di analizzare le regole di bilancio, sempre Gentiloni si è limitato dichiarare che: “La discussione permetterà uno scambio di vedute e offrirà l’opportunità di riconciliare posizioni divergenti in modo da ricreare fiducia”.

Proposte di riforme non sembrano dunque essere al momento presenti sul tavolo europeo. Anzi, le riforme sembrano, come al solito, essere invece pretese in ambito nazionale. Come riporta il Sole 24 Ore: “A dire il vero, visto da Bruxelles, lo spazio di manovra per una modifica delle regole di bilancio appare ristrettissimo. Lo stesso ruolo dell’ex presidente del Consiglio appare limitato, tenuto conto del suo mandato comunitario. Paolo Gentiloni non guarda solo al Patto di Stabilità. Nelle sue risposte insiste sulla necessità di introdurre riforme a livello nazionale”.

Ecco dunque che il copione sembra essere sempre lo stesso: flessibilità concessa con il contagocce e comunque vincolata all’applicazione di riforme che, come spesso è accaduto in passato, tendono a sacrificare salari e redditi per tentare di aumentare la competitività delle aziende nazionali. La capacità d’azione di Gentiloni sembra dunque fortemente limitata sia a causa di un atteggiamento europeo egemonizzato ancora dai Paesi del nord, sia per un’inspiegabile accettazione passiva di vecchi e discutibili principi da parte del nuovo commissario italiano. Le regole europee non cambieranno dunque ancora per molto tempo. Il Giornale.it

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