Green pass. le disavventure di un cittadino sammarinese all’aeroporto di Bologna

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    Riceviamo e pubblichiamo:

    Aeroporto di Bologna 24.09.2021, volo EK 093 atterrato puntuale alle 13:30, invece del solito ingresso per i voli ‘non schengen’ il bus ci lascia di fronte ad un tunnel ‘tipo triage’ gonfiato ad aria che ospita una moltitudine di passeggeri; giusto per rispettare il distanziamento. Alla fine del tunnel, prima dell’ingresso vero e proprio all’aeroporto, un ragazzo deve ancora capire dove mandare i passeggeri che ovviamente si accalcano. Ci sono due porte, ma lui non sa dove indirizzare chi. Gli viene fatto presente che forse si poteva informare prima chi indirizzare ad una porta d’ingresso e chi all’altra, ma la risposta è: che no, non si poteva. Vuole leggere il ‘green pass’, o controllare il pcr test negativo fatto prima della partenza. Nel caso specifico gli viene fatto presente che il pcr test negativo è in mio possesso, non più vecchio di 48 ore, e che il green pass è quello di San Marino, pertanto il suo lettore non lo può leggere perché a in questo Paese ci siamo quasi tutti vaccinati con ‘Sputnik V’. Mi manda alla porta che nel frattempo ha capito serve a fare un altro tampone. Alla registrazione chiedo lumi, e il ragazzo addetto mi risponde di non sapere né che il tampone negativo fatto prima della partenza ed in corso di validità sia sufficiente, tanto meno che il ‘green pass’ di San Marino abbia alcun valore, figuriamoci se ha mai sentito dire che esiste una proroga fino al 15 Ottobre per i vaccinati ‘Sputnik V’ a San Marino. Dico che il tutto è scritto sul sito ministeriale italiano di ‘viaggiare sicuri’ al che un altro ragazzo seduto al tavolo a fianco si alza e mi dice a gran voce di starmene tranquillo, (ero tranquillo, chiedevo solo informazioni e chiedevo perché non ne fossero a conoscenza), altrimenti avrebbe chiamato al Polizia. Al che lo invito a chiamarla, gli chiedo il suo nome che rifiuta di darmi, faccio finta di scattare una foto, (che ovviamente non scatto), e questo lo manda su tutte le furie. Arriva la Polizia, due agenti gentilissimi, che capiscono al volo la situazione, mi invitano a cancellare eventuali foto, (che non esistevano), faccio vedere loro il cellulare e sorridendo mi invitano a procedere. Va detto che la persona che ha usato toni esagerati alla mia richiesta di chiarimenti, mentre fingevo la foto si è coperto il volto con una mano. Ho tre domande: All’aeroporto di Bologna, nella persona del proprio direttore, è a conoscenza di questi disservizi e delle persone che si occupano di arrivi e delle loro competenze in materia? Dovrebbero essere almeno in grado di dare delle risposte, invece di inalberarsi, visto che è l’aeroporto internazionale al momento più vicino alla Repubblica e quindi si dovrebbero aspettare viaggiatori da Paesi dell’elenco A come classificato dall’Italia visto che invece conoscevano benissimo le regole dei viaggiatori di altri Paesi. La seconda domanda indirizzata alla politica sammarinese che a quanto sembra, nonostante i casi ripetuti e riportati dai giornali, non ha fatto molta divulgazione per far sapere dello stato ‘transitorio’ dei propri cittadini/residenti e delle relative possibilità. Anche in questo caso l’aeroporto di Bologna è il primo hub disponibile. La terza domanda: a cosa è servito fare una vaccinazione completa di due cicli, avere un pcr test negativo, essere in transito attraverso l’Italia per raggiungere la propria residenza in un Paese dell’elenco A, se poi si deve fare un altro tampone all’arrivo e doverlo anche pagare sebbene non estremamente costoso? (20€). E ai turisti internazionali: ci ha mai pensato nessuno?