Il centrodestra col turbo. Ora “saluta” i giallorossi

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  • All’indomani dell’inaugurazione del nuovo ponte di Genova, Euromedia Research – oltre che le intezioni di voto – ha voluto indagare il sentiment della popolazione italiana su quella che è e rimarrà una ferita non rimarginabile. Rabbia e tristezza per il crollo del Ponte Morandi prevalgono sulla gioia e l’orgoglio della (ri)costruzione del nuovo viadotto: 62,3% contro il 34,1%. Si tratta di un campanello d’allarme, l’ennesimo, per la classe politica nostrana, che a stento riesce a sintonizzarsi sulla stessa lunghezza d’onda della popolazione. La sfiducia verso le istituzioni e verso la politica lato sensu è cosa nota e non a caso, anche secondo quest’ultimo sondaggio, quattro italiani su dieci, qualora si andasse al voto domani, non saprebbero chi indicare nel segreto dell’urna; indecisione e soprattutto astensione, insomma, la fanno da padrone.

    Nell’ultimo sondaggio dell’istituto demoscopico di Alessandra Ghisleri realizzato per LaStampa, dunque, non vi è solo il nodo del ponte di Genova, bensì l’analisi di quelle che sono le intenzioni di voto degli italiani. Oltre al 39,5% rappresentato dal cosiddetto partito del non-voto, ci sono altri numeri estremamente interessanti.

    In primis, il dato sulle coalizioni. L’attuale maggioranza giallorossa di centrosinistra – fatta da Pd, M5s, Iv e Leu – non va oltre al 41,5% delle preferenze. È invece al 47,4%, sei punti percentuali più in alto, lo schieramento del centrodestra, fatto da Lega, FdI, FI e Cambiamo.

    Venendo ai volumi dei singoli partiti, rispetto al sondaggio Euromedia di due settimane fa, la Lega cede l’1,6%, calando così dal 26,5% al 24,9% dei consensi. Ciò nonostante il Carroccio è ancora la prima forza del Belpaese.

    Alle spalle della compagine leghista c’è il Partito Democratico di Nicola Zingaretti: i dem sono in calo di tre decimi di punto e passano così dal 20,8% al 20,5% dei favori. Al 16% spaccato ecco invece il Movimento 5 Stelle, che riesce a risalire dello 0,2%.

    Molto bene Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni: FdI è in netta ascesa e si avvicina ai pentastellati, grazie a una performance del +1,4% in quindici giorni, che porta il partito al 14,9% delle intenzioni di voto.

    Buona anche la crescita di Forza Italia, visto che gli azzurri di Silvio Berlusconi guadagnano lo 0,8% e salgono così al 6,8%.

    Alle spalle di FI chiede strada Azione di Carlo Calenda, che prosegue nella sua crescita: Azione va su dello 0,2% e arriva al 3,8%. Un punto più sotto, in crisi, c’è Italia Viva di Matteo Renzi: la scommessa politica dell’ex premier, ad oggi, sembra persa.

    All’1,6% ecco Più Europa, mentre appaiati all’1,3% ci sono Sinistra Italiana ed Europa Verde. Un’altra coppia si attesta allo 0,8% ed è quella rappresentata da Articolo Uno e Cambiamo di Giovanni Toti.


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