Il dolore della famiglia Sacchi: “Luca era un ragazzo pulito”

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Il padre in lacrime: “Gli dicevo di non fidarsi, ora chiedo giustizia”. E su Anastasiya: “Spero che non c’entri nulla”

Pallido, lo sguardo basso, una maschera di dolore, papà Alfonso arriva all’Appia Park Hotel verso le 17.

Scandisce a malapena le parole, sussurra appena: “Mia moglie è devastata, è mio figlio che mi sta dando il coraggio”.

La voglia di vivere e tante passioni, il calcio, la palestra la motocicletta, dai racconti di papà Alfonso emerge il ritratto di un giovane limpido. Alfonso butta giù un sorso d’acqua per scogliere il nodo alla gola. “Era un ragazzo pulito, glielo leggevi nel viso, aveva il cuore buono, aiutava tutti”. “Non aveva bisogno di soldi, non aveva bisogno di niente, gestiva la casa vacanze di famiglia e faceva il personal trainer”, aggiunge il papà, sicuro che con logiche di droga e di microcriminalità Luca non abbia nulla a che fare. “Chiedo giustizia per mio figlio, era una brava persona”, dice. E sulla ragazza, Anastasiya, attorno cui si addensano alcune ombre, dice: “Spero che sia pulita, perché al dolore si aggiungerebbe altro dolore”.

“Gli amici che frequentava sembravano brava gente, non ne aveva molti, Princi stava al liceo con lui ma si erano persi di vista alla fine della scuola per poi ritrovarsi sei mesi fa”. Esce alle 17 per andare al ristorante dove lavora, quella sera gli chiede un’altra puntura di antidolorifico dopo uno strappo in palestra. “Gli ho dato un bacio, gli ho detto ti voglio bene e lui mi ha detto anche io papà. Questa è stata l’ultima volta che l’ho visto”. “Mi è rimasta quell’immagine”, dice prima di accasciarsi sulla spalla dell’avvocato e di chiudersi in un silenzio carico di disperazione. Non smetterà di piangere e tremare durante tutta la conferenza stampa. La famiglia di Luca e gli avvocati non credono alle ricostruzioni giornalistiche su Anastasia. “Certo un po’ di ombra c’è, qui c’è qualcuno che mente, questo è sicuro- spiegano – noi speriamo che non c’entri nulla”. “Qualora dalle carte processuali dovessero emergere responsabilità prenderemo di posizioni conseguenti”, assicurano. “Il dato certo è che l’esame tossicologico è negativo”. “Vogliamo giustizia per Luca”, ripete il papà. Il Giornale.it

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