Il Governo ha molto da nascondere, domani Consiglio in seduta segreta…comunicato Su-Foschi

  • Le proposte di Reggini Auto

  • Le diverse ispezioni in corso in banche, fiduciarie e finanziarie sammarinesi. Non solo quella in Banca Partner di cui ha parlato nei giorni scorsi il Sole 24 Ore. Questa, secondo Sinistra Unita, la vera motivazione del dimissionamento forzato di Stefano Caringi dal settore Vigilanza della Banca centrale, che ha poi causato le dimissioni del presidente, Biagio Bossone, e del direttore generale, Luca Papi. “Il governo ha molto da nascondere”, attacca con la stampa il capogruppo Ivan Foschi. Da qui la decisione di discutere delle dimissioni dei vertici di Bcsm in seduta parlamentare segreta. “Non ci sono ragioni per tenere la cittadinanza all’oscuro”, rincara la dose il consigliere Alessandro Rossi, sottolineando come la mancanza di Bossone e Papi domani in Consiglio grande e generale per il dibattito a porte chiuse “la dica lunga sulla reale intenzione della maggioranza di fare chiarezza”. Chiarezza che e’ pero’ indispensabile di fronte alla “gravita’ della situazione in cui e’ precipitato il Paese”, che rischia di compromettere ulteriormente la gia’ delicata trattativa per la dismissione di Delta.
    A fare insospettire ulteriormente il partito di minoranza c’e’ la “fretta con cui il governo vuole ripristinare la vigilanza”. Per questo Su chiedera’ di conoscere il numero di ispezioni fatte nel 2009 e controllera’ che quelle in corso vengano portate a conclusione. Anche se, riconosce Rossi, “via Caringi, sara’ difficile che qualcuno si prenda la responsabilita’ di certe ispezioni”.
    Troppa fretta nell’esecutivo anche per la sostituzione di Bossone. Il nome che circola, Ezio Paolo Reggia, ex ad Cattolica, secondo Sinistra Unita “assicura potenzialita’ positive, ma, come sostiene il presidente Tito Masi, prima di procedere a nuove nomine occorre la garanzia che emergano la verita’ e le responsabilita’ della vicenda”.
    “La lettera di dimissioni di Bossone e Papi contiene accuse pesantissime, ma in Consiglio grande e generale ascolteremo solo il punto di vista del governo”, ribadisce Foschi, stigmatizzando una “certa contiguita’” tra il Comitato per il credito e il risparmio e il consiglio direttivo di Banca centrale. Inoltre, anche il motivo dell’allontanamento di Caringi e’ poco chiaro. La deposizione alla Procura di Forli’ era gia’ nota a gennaio, dunque e’ un “pretesto”, come confermano da un lato le intercettazioni telefoniche, pubblicate dal Sole 24 Ore a luglio del 2009, in cui Paola Stanzani, vice presidente Delta, parlava con un funzionario di Bankitalia della necessita’ di rimuovere Bossone e Papi per la loro eccessiva scrupolosita’ nei controlli.
    Dall’altro le recenti dichiarazioni all’agenzia Dire del consigliere degli Europopolari, Pier Marino Menicucci, che ha sottolineato come non si sarebbe arrivati a questo punto se fosse stato mantenuto l’impegno di non riconfermare Caringi. Invece, conclude Foschi, nell’ultimo mese c’e’ stata una decisa “accelerazione: evidentemente qualcosa e’ successo. Forse un’ispezione scomoda, come dice il Sole 24 Ore, che avrebbe tra l’altro conferma nella lettera di dismissioni”. Insomma, e’ il momento di “fare chiarezza”, dato che “stiamo dando corpo alle peggiori accuse della stampa d’oltreconfine”.
    comunicato SU