IL PATTO SI E’ RIUNITO A SEGUITO DELLE DIMISSIONI DEI VERTICI DI BANCA CENTRALE

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  • Il Patto si è riunito per l’analisi della situazione creatasi in Banca Centrale a seguito delle dimissioni del presidente e del direttore.
    Troppe vicende, in questi anni, lasciavano presupporre un’insufficienza nell’operatività  di Banca Centrale (Asset Banca, Banca del Titano, Carisp…sono solo alcuni esempi); insufficienze che hanno portato a considerare la necessità di un intervento sulla vigilanza, dove per altro in questi anni si sono evidenziate anche carenze strutturali alle quali chi doveva farlo, non ha mai posto rimedio.  
    E’ questo che ha sostenuto l’azione del governo e della maggioranza nel tentativo di riportare Banca Centrale al ruolo che le compete, provvedendo innanzi tutto a nominare il presidente che mancava da troppo tempo.  Di pari passo, a sostenere il sistema bancario e finanziario, sotto pressione per una serie di vicende note a tutti: dallo scudo a Delta.
    Iniziative queste che non possono esser considerate ingerenze politiche ma, al contrario, la legittima manifestazione di preoccupazioni che non può non avere chi ha la responsabilità ultima della cosa pubblica. Ci si aspettava che su questi intendimenti si sarebbe potuta trovare la condivisione dei vertici di Banca Centrale, in particolare del presidente chiamato proprio a sostenere il consolidamento delle funzioni attribuite a questo organismo. I contenuti della lettera di dimissioni, resa pubblica con sospetta sollecitudine, fanno invece emergere intendimenti di natura prettamente politica.
    L’accusa gratuita al governo di voler “addomesticare” l’operato della vigilanza ne è la testimonianza e rende difficile pensare che chi ha assunto questi atteggiamenti possa contribuire in modo costruttivo al superamento di questo delicato momento di passaggio.
    A questo punto è più utile guardare avanti.  Il Patto caldeggia una nomina quanto mai celere per il settore della vigilanza, innanzitutto di riconosciuta professionalità e possibilmente sammarinese. Inoltre, ritiene necessario mantenere uno stretto rapporto con Bankitalia e i Ministeri economici italiani, per salvaguardare il fatto che l’azione intrapresa non venga fraintesa e strumentalizzata per ostacolare la risoluzione delle questioni ancora in discussione.