IL RIMINI TORNA IN SERIE C DOPO 4 ANNI

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  • Dopo  quattro anni il Rimini saluta la Serie B. La partita di Sabato contro l’Ancona ha evidenziato tutte le lacune tattiche di questa squadra che senza uomini di spessore come Vantaggiato e Regonesi si è vista pian piano portar via la cadetteria. Gravano in maniera particolare la sconfitta in casa con l’Avellino e il pareggio sempre tra le mura amiche contro il Pisa. Facendo un salto indietro i biancorossi hanno perso punti importanti anche contro Treviso e Modena che allora erano le ultime della classe. Il paradosso dei paradossi è stato che non sono bastati 50 punti per salvarsi e che comunque questa serie C ce la siamo cercata da soli. Infortuni a parte, è stata una stagione altalenante, grandi risultati ottenuti in trasferta leggasi Grosseto, Salerno, Pisa, Brescia e pessimo rendimento in casa, tanti pareggi, molti inutili e scontri diretti mancati, se a questo aggiungiamo lo scarso feeling col pubblico locale e le poche unità presenti al Neri questanno, non ci si sorprenda se la squadra è approdata in Lega Pro.

    Altro fattore da non dimenticare sono l’atteggiamento e le scelte della società. Per atteggiamento si intende l’incapacità di gestire al meglio un mercato che se prevedeva la cessione di un bomber importante come Vantaggiato doveva avere in entrata un adeguato sostituto, cosa non avvenuta. Si è puntati su un giocatore di livello come Matteini che bomber non è e sulla vena realizzativa di Paponi che sull’Adriatico non è mai pervenuto. Le scelte tattiche sono state pagate a caro prezzo. Nel primo caso Elvio Selighini ha fatto quel che poteva con una squadra che da inizio stagione presentava lacune enormi. Ad Elvio la colpa di non essere riuscito a valorizzare nel suo modulo un calciatore come Pagano e di aver pagato a caro prezzo la sua poca esperienza sia per la B che con lo spogliatoio, dove si dice che più di un giocatore remasse contro di lui. Il secondo caso riguarda sempre la società che fino a cinque giornate dalla fine se permessa di difendere a spada tratta la scelta di Selighini per poi ritrarre il tutto e passare il timone a Guido Carboni, una bravissima persona che però in ambito lavorativo a parte un campionato stupendo a Viterbo ha subito diversi esoneri. Fortuna o meno, squadre forti o non, il suo curriculum parlava chiaro. Un’altra delusione è stato il rendimento di Ricchiuti, paragonabile a quello di tutta la squadra: altalenante. Se avesse fatto metà delle partite dello scorso campionato probabilmente avrebbe salvato da solo i romagnoli. Qui apro una parentesi: capitano, goleador, uomo assist, merita rispetto per tutto quel che ha fatto qui a Rimini, grazie a lui i biancorossi forse hanno vissuto le più belle stagioni della loro storia.

    Infine il capitolo infortuni. Proprio nel finale della stagione sono venuti a mancare uomini chiave e affidabili sia per esperienza che per spessore. Sicuramente Regonesi, Cardinale, sono atleti difficili da sostituire ma una società deve calcolare anche questo. Passatemi  la mia opinione personale ma non deve essere un alibi, occorreva salvarsi già da prima e calcolare qualsiasi rischio.

     fonte altarimini.it