Kiev da oggi è di nuovo al buio

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  • “Ci incontriamo a Bucarest in un momento critico per la nostra sicurezza è il messaggio di oggi è chiaro: la Nato è qui, la Nato è vigile”. Lo ha detto il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg a Bucarest, al congresso Aspen. “Sosterremo l’Ucraina fino alla fine, non arretreremo. La guerra di Putin non ci ha fatto dimenticare altri partner, come Georgia, Moldova e Bosnia-Herzegovina. Che sosterremo, in modo che possano difendersi”, ha aggiunto. La situazione rimane critica a Kiev. La capitale è di nuovo al buio a partire da oggi: la società per l’energia elettrica ucraina Dtek ha annunciato questa mattina la ripresa delle interruzioni della corrente. L’Onu fa sapere che sul campo si contano quasi 7 mila civili uccisi dall’inizio della guerra.

    “Il presidente Putin sta fallendo nella sua brutale guerra di aggressione. E sta rispondendo con maggiore brutalità. Vediamo un’ondata dopo l’altra di attacchi missilistici deliberati contro città e infrastrutture civili: case, ospedali e reti elettriche. È terribile per l’Ucraina”, ha aggiunto. “E se lasciamo che Putin vinca, tutti noi pagheremo un prezzo molto più alto, per molti anni a venire. Perché la lezione appresa dal Presidente Putin e da altri leader autoritari sarebbe che possono raggiungere i loro obiettivi usando la forza bruta. Quindi saranno incoraggiati a usare ancora di più la forza. Questo renderà il nostro mondo più pericoloso. E tutti noi più vulnerabili”.

    “Pertanto è nel nostro interesse di sicurezza a lungo termine sostenere l’Ucraina. Sappiamo che la maggior parte delle guerre finisce al tavolo dei negoziati. Ma ciò che accade al tavolo dei negoziati è inestricabilmente legato a ciò che accade sul campo di battaglia: per creare le condizioni per una pace duratura, che garantisca all’Ucraina di prevalere come Stato sovrano indipendente, dobbiamo continuare a fornire sostegno militare all’Ucraina”.

    “La guerra della Russia contro l’Ucraina non ci ha fatto dimenticare gli altri partner che devono affrontare le pressioni, le intimidazioni e le aggressioni russe. Anzi, ha reso i nostri partenariati ancora più importanti. Ecco perché i ministri degli Esteri della Nato si incontreranno con la loro controparte ucraina, oltre che con la Georgia, la Moldavia e la Bosnia-Erzegovina. Per affrontare le sfide che abbiamo di fronte. E per rafforzare il nostro sostegno. Per la loro resilienza, l’indipendenza politica e la modernizzazione delle loro forze armate. In modo che possano difendersi meglio. Se loro sono più sicuri, noi saremo più sicuri”.

    Il fronte

    “A partire da oggi a Kiev riprendono le interruzioni della corrente di emergenza, si sta facendo tutto il possibile per garantire l’elettricità a ciascun utente per 2-3 ore due volte al giorno. I programmi di blackout per la stabilizzazione non funzionano”, ha reso noto Dtek, citata da Unian. “Non appena riusciremo a riequilibrare la situazione, torneremo al piano a orari”, ha aggiunto la società. I blackout riprendono nella capitale per la prima volta dal 23 novembre.

    Intanto sul campo, almeno 6.655 civili sono morti e altri 10.368 sono rimasti feriti in Ucraina dall’inizio dell’invasione russa, ha reso noto oggi l’Onu, come riporta il Kyiv Independent. L’agenzia delle Nazioni Unite per i diritti umani sottolinea che i dati reali sono probabilmente molto piu’ alti, anche perche’ molte segnalazioni di vittime civili devono ancora essere confermate.

    La Russia ha probabilmente interrotto il dispiegamento dei gruppi tattici di battaglioni (Btg) in Ucraina negli ultimi tre mesi, poiché queste unità si sono dimostrate insufficienti nei combattimenti nel Paese, fa sapere intanto il ministero della Difesa britannico nel suo aggiornamento quotidiano di intelligence sulla situazione nel Paese.

    Nel rapporto, pubblicato su Twitter, il ministero ricorda che il concetto dei Btg ha svolto un ruolo importante nella dottrina militare russa degli ultimi dieci anni, e ha visto questi battaglioni – in genere costituiti da circa 600-800 persone – integrati con una gamma completa di sotto unità di supporto, compresi i blindati, la ricognizione e l’artiglieria.

    Tuttavia, diverse debolezze intrinseche del concetto dei Btg sono emerse nei combattimenti ad alta intensità e su larga scala in Ucraina, affermano gli esperti britannici sottolineando che la dotazione relativamente ridotta di fanteria da combattimento dei Btg si è spesso rivelata insufficiente. “La distribuzione decentralizzata dell’artiglieria non ha permesso alla Russia di sfruttare appieno il suo vantaggio in termini di numero di armi e pochi comandanti dei Btg sono stati messi in grado di sfruttare in modo flessibile le opportunità” che il modello dei Btg offriva, conclude il rapporto.

    La mediazione

    “Questo non è il momento di parlare di negoziati tra Russia e Ucraina ma di concentrarci sull’aiuto da dare all’Ucraina in vista dell’inverno“. Lo fa sapere all’ANSA un’alta fonte diplomatica della Nato, sottolineando che la guerra probabilmente durerà “oltre la primavera”. “Non si sta discutendo se sostenere o meno Kiev nel suo obiettivo di riprendere la Crimea semplicemente perché non siamo arrivati a quel punto e bisogna procedere un passo alla volta”, prosegue la fonte commentando le parole del presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

    Intanto il Papa ha rilanciato la sua proposta di mediazione in un’intervista alla rivista ‘America’ dei gesuiti . L’ambasciatore russo presso il Vaticano, Alexander Avdeev, ha detto però all’agenzia Ria Novosti di essersi lamentato con la Santa Sede per le le parole di Francesco relative ad atti di crudeltà delle truppe russe in Ucraina, in particolare di Buriati e Ceceni. “Ho espresso indignazione per tali insinuazioni e sottolineato che niente può far vacillare la coesione e l’unità del popolo multinazionale russo”, ha affermato l’ambasciatore.

    Per avviare negoziati in vista di una soluzione del conflitto in Ucraina è necessaria la volontà politica di Kiev e la sua disponibilità a discutere le richieste di Mosca, ha detto invece il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov citato dall’agenzia Tass.

    A Berlino intanto è iniziato il G7 Giustizia. Le inchieste sui crimini di guerra in Ucraina vanno coordinate meglio, secondo quanto ha spiegato il ministro liberale tedesco, Marco Buschmann. “I criminali di guerra non dovranno restare impuniti”, ha aggiunto. Al vertice partecipa il ministro italiano Carlo Nordio.


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