La Caritas bacchetta i sindaci: “Chi non aiuta i profughi è solamente un imbecille”

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  • Migrants try to storm Spanish enclave in North AfricaIl direttore della Caritas trevigiana contro gli amministratori locali: “Si lavano le mani dei profughi”. La Lega: “Ce ne vantiamo, prima vengono i cittadini. Basta buonismo”.

    sindaci che negano l’assistenza ai profughi sono altrettanti “imbecilli“: non usa mezzi termini, il direttore della Caritas di Treviso don Davide Schiavon.

    Come scrive il Gazzettino, il religioso ha attaccato i sindaci durante un convegno organizzato nella Marca Trevigiana, accusando le varie amministrazioni locali dei comuni veneti di lavarsi le mani di fronte all’emergenza profughi: “Non è possibile mettersi a fare teoria davanti arichiedenti asilo, davanti a persone che hanno subito torture e che hanno ancora la pelle bruciata – mette in chiaro don Schiavon – davanti a vulnerabilità e a povertà del genere bisogna sporcarsi le mani. Questa è la realtà.”

    “Sui profughi bisogna assumersi la propria parte di responsabilità, senza rinunciare al pensiero critico e senza limitarsi alle polemiche – rincara la dose il prete – e questo discorso, senza fare di tutta l’erba un fascio, vale anche per il mondo ecclesiale.”

    Parole molto dure, che hanno provocato la reazione inviperita dei sindaci, a partire daFrancesco Pietrobon, primo cittadino leghista di Paese: “Io difendo i miei cittadini – ribatte senza peli sulla lingua – non persone mandate qui senza nemmeno sapere chi siano.”

    “Mi sono preoccupato dei miei cittadini e me ne vanto – attacca il leghista – Il governo porta avanti una politica dissennata sull’immigrazione e quindi è lo stesso governo che se ne deve assumere la responsabilità politica e gestionale. Troppo comodo decidere le cose e poi dire ai sindaci di arrangiarsi. Non abbiamo strutture – conclude – e non abbiamo risorse per rispondere a un progetto calato dall’alto. Cosa possiamo fare? E ci sentiamo anche dare degli imbecilli. Quanti padri di famiglia sono in difficoltà qui da noi? Con il buonismo non si va da nessuna parte”.

    In Veneto l’emergenza profughi si protrae ormai da molti mesi, con le diverse strutture d’accoglienza giunte ormai in molti casi al limite della loro capacità ricettiva. Solo mercoledì scorso 120 profughi avevano organizzato una rivolta che ha bloccato l’Alemagna: erano ospitati nel Ceis di Vittorio Veneto.