La guerra del gas continua

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Nonostante gli accordi firmati da Ue, Russia e Ucraina.
Mosca riapre i rubinetti verso l’Europa, ma il flusso è scarso, in alcuni casi del tutto inesistente. La guerra del gas non è affatto finita. La Russia accusa l’Ucraina di non aver aperto i gasdotti al metano pompato da Gazprom, Kiev ammette di bloccare il metano russo destinato all’Europa, in ragione delle “condizioni del transito inaccettabili” imposte dal colosso russo dell’oro blu. La situazione è difficile. In Italia non è ancora emergenza, e neppure a San Marino, ma i problemi potrebbero farsi sentire tra qualche settimana se le cose non dovessero sistemarsi. La commissione europea parla di situazione inaccettabile. Bruxelles punta il dito contro Mosca e Kiev soprattutto perché gli osservatori della missione Ue non hanno ancora avuto pieno accesso nelle sale operative delle centrali di smistamento nelle due capitali, “in chiara violazione – accusa Bruxelles – dell’accordo raggiunto tra le parti”. Per la commissione non ci possono essere più scuse per ritardare il flusso di metano in Europa. Non resta quindi che aspettare, in attesa di ulteriori sviluppi.

Fonte: San Marino RTV

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