SI VOLA da sabato 7 marzo, anzi no. La data di ripresa dell’attività all’aeroporto Fellini’ resta ancora un mistero, anche se questa settimana Airiminum spera di risolvere i problemi burocratici e avere qualche certezza in più dalle compagnie. Il problema è legato in gran parte agli incentivi che i tour operator e i vettori chiedono, per non dirottare i voli in altri aeroporti (vedi Ancona). Anche negli undici mesi in cui il Fellini’ è stato gestito dal curatore fallimentare di Aeradria, Renato Santini, le compagnie ricevevano contributi. «Se non avessimo continuato a pagare gli operatori russi, rischiavamo di perdere tutto!», conferma il curatore. Senza incentivi, insomma, niente voli. E ora il problema si ripresenta con Airiminum… «Ma la mia gestione è difficilmente paragonabile a quella di Airiminum spiega Santini Quando Aeradria è fallita ed è stato deciso l’esercizio provvisorio dello scalo, ho ereditato i contratti già in essere con i principali tour operator russi. Non ne ho firmati di nuovi, a parte alcuni minori». Ha mai pensato di rivedere o cancellare quei contratti, per difendere il patrimonio dei creditori dei creditori? «No, non mi è mai passato per la testa di disdettare o modificare i contratti precedenti, sapendo che la gestione provvisoria doveva andare avanti fino a giugno o a ottobre. Rischiavamo di perdere tutto, e sarebbe stato un problema per il territorio riminese». Che tipo di contributi sono stati pagati a tour operator e vettori sotto la sua gestione? Si è parlato di 7 euro a passeggero… «E’ difficile fare questa stima, perché mi sono ritrovato a pagare sia i contributi per il 2013 sia quelli del 2014. Gli incentivi vengono pagati solitamente l’anno seguente ai voli a cui si riferiscono, ma noi non potevamo lasciare in eredità al nuovo gestore i contributi da pagare relativi al 2014. Il bando me lo impediva». Nonostante gli incentivi versati alle compagnie, compresi quelli del 2013, la sua gestione si è chiusa con un attivo di bilancio. «Abbiamo concluso l’attività con un milione di euro in attivo. Ma per Airiminum la situazione è diversa. Quando si fa un piano industriale con un’orizzonte di 30 anni (tanto vale la durata della gestione affidata ad Airiminum, ndr) cambia tutto. Airiminum ora si trova a negoziare contratti nuovi, da zero, e può contare su una gestione dell’aeroporto meno onerosa, anche per il personale, rispetto a quella che io ho ereditato». Il Resto del Carlino
