Se ce ne fosse mai stato bisogno, la brutta vicenda che ha coinvolto un ex Capitano Reggente ha messo prepotentemente in luce il livello del confronto politico nel nostro Paese, giunto ormai ai minimi termini.
Di fronte alla notizia apparsa su di un quotidiano sammarinese, io credo che tutti, e per svariati motivi, dovrebbero pretendere sia fatta chiarezza fino in fondo in tempi ragionevolmente brevi. Invece, senza nessun’altro dato di fatto, se non una notizia giornalistica, che a taluni evidentemente è stata sufficiente, si sono celebrati ipocriti processi di piazza dove è già stato decretato chi siano le vittime e chi i responsabili degli accadimenti, mentre i più prudenti parlano invece di presunta vittima e presunto colpevole.
Il confronto politico oggi non avviene più sui problemi dei sammarinesi, sulle proposte e sul diverso modo di vedere lo sviluppo del Paese, oggi si va avanti a forza di scandali o presunti tali, sperando che l’ultimo avvenuto faccia sopire l’eco del penultimo in ordine di tempo che, a sua volta, aveva messo la sordina su quello precedente. E così si va vanti in una specie di gioco al massacro che di certo non sarà foriero di novità positive per l’immagine e la credibilità della Comunità sammarinese. Vi ricordate la vicenda del così detto “Conto Mazzini”? Paginate di giornali, fuori uscite di notizie che hanno infranto il segreto istruttorio, illazioni, rivelazioni clamorose e adesso non ne parla più nessuno perché c’è uno “scandalo” più nuovo, più attuale, più ghiotto.
Gli omini dell’attuale politica, fatta qualche rara eccezione, si agitano, si muovono, una volta da una parte e una volta dall’altra, si credono dei condottieri ed invece sembrano sempre più pedine che dall’alto vengono sfruttate, più o meno consapevolmente, ora da un gruppo e ora dall’altro, per convogliare il lavoro svolto dalle formichine verso obiettivi – diciamo così – non sempre nobili. Le risultanze della Commissione d’Inchiesta, la cui relazione finale è stata votata all’unanimità dal Consiglio Grande e Generale, sono lì a dimostrare quanto da me affermato sia verosimile.
Non appena cessato il suo mandato semestrale, Simoncini ha rilasciato una dichiarazione con la quale prende le distanze da come sono stati descritti fino ad oggi i fatti e si è detto disponibile ad essere ascoltato “…sin da adesso” dagli “organi competenti, semmai necessario…”. Ora non rimane che attendere gli eventi: vedremo come finiranno le indagini che, sembra, sempre da notizie giornalistiche, siano già state avviate per quel che riguarda la fuga di notizie e per quel che riguarda l’eventuale reato di vilipendio. Sapremo con esattezza se è stata fatta una segnalazione in Tribunale ed eventualmente che cosa esattamente nella medesima ci sia scritto e se ci sarà rispondenza con quanto rivelato in merito all’accadimento dal quotidiano giorni addietro. Già da oggi (per chi legge) vedremo, così come è stato ampiamente da più parti auspicato, se ci sarà una formale denuncia e, in caso positivo, le parti sarebbero entrambe messe sullo stesso piano e potrebbero entrambe portare avanti le proprie verità di fronte all’unica Autorità autorizzata alla fine ad emettere sentenze, con buona pace dei forcaioli di sempre, dei cultori dei due pesi e due misure, dei tifosi interessati e dei garantisti ad oltranza.
Personalmente penso che quando ci sono di mezzo istituzioni, persone e famiglie bisognerebbe essere prudenti, pur ricercando puntualmente la verità degli accadimenti, in particolare in un caso simile che assume un interesse superiore.
Chi ha sbagliato deve pagare il suo debito, non c’è ombra di dubbio. Ma abbiamo diversi esempi che consigliano prudenza. L’ultimo in ordine di tempo ce lo ha dimostrato proprio il “Processo Mazzini”: uno degli imputati è stato assolto con formula piena per non aver commesso il fatto. Già, ma a quel politico come gli si potrà mai ristorare il danno subito in termini di onore, di carriera, di rapporti familiari, di amicizie, dopo che per circa 10 anni gli è stato scaricato addosso fango?
Se ci fermiamo a riflettere un attimo forse accantonare giudizi frettolosi, fanatismo e ipocrisia, a favore della libera ricerca della verità, risulterebbe un grande esercizio di civiltà!
Augusto Casali