L’ASTROLABIO – “Prima che sia troppo tardi!” … di Augusto Casali

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Qualcuno in maggioranza ha pensato davvero che si potesse scavalcare l’Italia attraverso accordi con l’Unione Europea, così si sono curati più i rapporti con l’Europa, e con il Fondo Monetario Internazionale, piuttosto che con la vicina Italia con la quale le relazioni sono oggi solo di facciata e di nessuna sostanza: la vicenda targhe con tutto ciò che di negativo produce ne è la rappresentazione plastica.

Avere anche solo pensato questo è assurdo, irrealistico e fonte di ulteriori guai per il nostro Paese. San Marino è uno Stato Indipendente e Sovrano, ma geograficamente è inserito nella Penisola Italiana, a Nord, Est, Sud ed Ovest, pensare dunque di scavalcare i nostri vicini di casa, che più vicini non si può, risulta essere totale mancanza di buon senso se non pura idiozia.

Casomai con l’Italia, più che con ogni altro, andrebbe ricostruito un rapporto di fiducia reciproca, propedeutico alla individuazione di un nuovo Accordo, forse addirittura una nuova Convenzione che tenga conto delle novità sviluppatesi nei due Paesi in questi ultimi lustri, oltre naturalmente che in Europa e nel mondo.

Certo è che San Marino dovrebbe avere ben definito un suo progetto di sviluppo del Paese che fissasse obiettivi e risorse per la loro realizzazione, invece il nostro apparato dirigente e soprattutto la maggioranza attuale, dimostrano di essere molto incerti sulle strade da scegliere per il  futuro,  prendono tempo, fanno passare i mesi nella speranza che succeda qualcosa che, dato l’immobilismo di questo periodo, non può assolutamente succedere.

Nel frattempo però sono molto attivi con gli interlocutori internazionali, U.E. in testa.  E’ di questi giorni la notizia che una delegazione dell’EFTA farà una visita a San Marino e che tale incontro rientri nel percorso del nostro Paese per l’Accordo di Associazione all’U.E.

Peccato che tutta la trattativa in atto sia praticamente coperta da segreto di Stato. Bocche cucite, riunioni della Commissione preposta indette rigorosamente a porte chiuse e i cui esiti sono assolutamente secretati.

I nostri governanti ogni tre per due sbandierano il lavoro fatto, ma in effetti i sammarinesi nulla sanno di eventuali perfezionamenti di accordi a livello europeo. I sammarinesi non sanno nulla perché mai sono stati informati. La trattativa in corso è praticamente segreta anche se non si capisce bene il perché. Perché si tengono all’oscuro i cittadini? Dove sono le carte eventualmente fino ad oggi prodotte? Che cosa chiedono i nostri negoziatori nelle riunioni a cui partecipano e sulla base di quale mandato? A che cosa sono disposti a rinunciare e qual è il confine oltre il quale non andare per nessuna ragione al mondo? Che cosa si nasconde dietro la moltitudine di parole fluttuanti spese senza chiarezza rispetto al rapporto con l’U.E? Che cosa c’è di così segreto, da tenere nascosto ai sammarinesi?

Manca trasparenza in tutta questa vicenda e i rischi ai quali il nostro Paese viene esposto sono altissimi, a cominciare dalla possibile perdita della sovranità residua, ovvero l’affossamento totale e definitivo della Repubblica di San Marino.

E non è una esagerazione quella da me espressa, perché c’è da stare poco allegri, visto come è stato gestito in questi ultimi anni il settore bancario, piuttosto che la Giustizia, il Turismo, e l’elenco potrebbe allungarsi di molto ancora.

Troppi sono i dilettanti allo sbaraglio in questo complesso momento storico e il nostro Paese per il suo passato, per il suo presente e soprattutto per il suo futuro meriterebbe ben altro; avrebbe assoluto bisogno di altro.

Se c’è una alternativa possibile dunque batta un colpo e lo faccia alla svelta, mettendo da parte i sofismi e gli interessi di bottega, pensando solo al Paese prima che sia troppo tardi. Non so cari concittadini sammarinesi se ve ne siete accorti, ma occorre reagire perchè di tempo non ne è rimasto più molto! 

 

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