“Malattia senile del dalemismo”. Lerner contro l’affarismo della sinistra

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  • Tutto il mondo ne parla in tutte le salse: il caso Panzeri è come un fiume in piena che non si arresta, anzi, si condisce sempre più di particolari ogni ora che passa come gli altri 17mila euro trovati nella sua villa di Bergamo (oltre al mezzo milione già sequestrato) grazie alle perquisizioni stabilite da Bruxelles. A parte le mazzette, di fronte a tutto questo scempio la sinistra tace come non mai perché senz’altro choccata da un colpo così basso che più basso non si può. Lo dice apertamente anche Gad Lerner, tra i membri fondatori del Pd, sulle righe de Ilfattoquotidiano.

    “Sinistra milanese sbigottita”

    Come abbiamo scritto sul Giornale, quelle che era una delle storiche voci del riformismo meneghino italiano e un caposaldo del riferimento di sinistra è crollato come un birillo, si è sciolto come neve al sole, i detti in questo caso si sprecano. Lerner lo sa bene e sottolinea che l’ex leader Cgil ha lasciato “sbigottita la sinistra milanese, inutile negarlo”. Il giornalista pone l’accento sul totale silenzio della sinistra che, a parti invertite, avrebbe fatto chissà cosa e lo dice apertamente: “non aiuta il silenzio dei dirigenti di Articolo 1 che, dopo aver sospeso Panzeri (ci mancherebbe), non hanno proferito verbo”.

    L’affarismo di sinistra nella vicenda Panzeri

    Il significato che ne dà la Treccani non è nobile, tutt’altro: per affarismo si intende “l’attività (e, insieme, il comportamento e l’atteggiamento mentale) di chi si dà agli affari a scopo di lucro e senza molti scrupoli“. In questa trappola è caduta la sinistra italiana perché si stenta a riconoscere che “la corruzione spesso è il passo successivo della spregiudicatezza“, aggiunge Lerner, allo stesso modo con cui “l’affarismo della intermediazione negli scambi commerciali è un corollario della realpolitik”. E poi, ecco tutta l’incoerenza dimostrata in un semplice paragone: baffetto D’Alema aveva suscitato imbarazzi per essersi mostrato attivo sulle consulenze internazionali con cui ha spinto i qatarioti ad acquistare le raffinerie Lukoil siciliane. Adesso, però, totale silenzio su quello che ha combinato Panzeri. “Parafrasando il vecchio Lenin, possiamo ben dirlo: l’affarismo è la malattia senile del dalemismo”.

    “La ditta” di Bersani

    Insomma, la vicenda dimostra che Panzeri aveva smesso di parlare ai lavoratori milanesi e agli operai piegati in due dalla pandemia e dalla crisi galoppante di questi ultimi due anni. A rimanere sbigottiti sono stati anche i “compagni” con i quali l’ex europarlamentare era solito intrattenersi, quelli che Bersani indicava con il nome “La ditta” per richiamare in maniera infelice “a un sodalizio dove militanza e gestione del potere spesso diventano un tutt’uno”. Lerner sottolinea al Fattoquotidiano che Panzeri poteva fare le prediche pur razzolando male, era esattamente quel tipo di soggetto che poi “accusava Pisapia di moderatismo e Majorino di estremismo“.


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