MICHELE GUIDI: Un altro anno di cassa integrazione

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  • La ripresa è iniziata, ora la sfida sarà mantenerla. Così il Fondo monetario internazionale apre la prefazione ai sui suoi due rapporti annuali sull’economia, il Global Financial Stability Report, diffuso ieri, e soprattutto il World Economic Outlook che pubblica oggi in vista dell’assemblea annuale di Istanbul.
    Le previsioni migliorano: per quest’anno ora la recessione mondiale viene stimata all’1,1 per cento in termini di Pil, 0,3 decimali meno grave di quanto previsto lo scorso luglio. E per il 2010 ora si attende una ripresa globale del 3,1 per cento, in questo caso di 0,6 punti più alta rispetto alle stime di luglio.
    L’economia globale è tornata a crescere, e le condizioni finanziarie sono chiaramente migliorate. Tuttavia ci vorrà un certo lasso di tempo affinché le prospettive sull’occupazione migliorino significativamente. Perché è sul lavoro che ora si concentrano i timori di ricadute negative dalla crisi, con tassi di disoccupazione attesi oltre il 10 per cento il prossimo anno nei paesi avanzati. Bisognerà fare di più per aiutare i disoccupati a rientrare nel mercato, avverte il Fondo: La crescente disoccupazione rappresenterà una sfida di primo piano per molte economie avanzate.

    La crisi economica punge ancora, soprattutto nel settore dell’occupazione. I primi sei mesi del 2009 hanno visto crescere, a San Marino e non solo, le domande di cassa integrazione, le richieste di disoccupazione e mobilità, a scapito delle nuove assunzioni.

     Per continuare a sostenere lavoratori e imprese in difficoltà, bisogna decidere di dare la possibilità di avvalersi di un altro anno di cassa integrazione a partire da gennaio 2010 fino a fine anno.

    Un ruolo molto importante per resistere alla crisi è svolto e saranno dati dagli ammortizzatori sociali. Quindi grande attenzione sul monitoraggio di questi strumenti, per correggere tempestivamente la rotta in caso di bisogno.

    Oramai tutti sanno,che al termine dell’anno la cassa integrazione straordinaria avrà termine,e l’inizio del 2010 si entrerà nella nuova cassa integrazione ordinaria con le 522 ore personali di legge ,con un costo per le aziende superiore alla straordinaria.

    Tutte le aziende di San Marino in difficoltà  saranno chiamate a un resoconto con i propri bilanci ,questi ,porteranno ad una drastica presa di posizione davanti ai propri operai e impiegati in caso non si trovassero soluzioni per le aziende tali da mantenere la propria forza lavoro ,si prospetterà mobilità e dissocupazione.

    Servono ancora interventi straordinari per aiutare le famiglie ei lavoratori della San Marino del Sud .

    A San Marino, nel 2010 si stima che la disoccupazione toccherà quota 1000 persone a casa. Considerate le prospettive di crescita a rilento sul medio termine , bisognerà fare di più per assicurarsi che i disoccupati vengano riassorbiti nel mercato.

    Il nostro diritto del lavoro e il nostro sistema di ammortizzatori sociali non consentono oggi a nessuno, se non a pochi privilegiati, di dormire sonni tranquilli.

    Chi è entrato nel mondo del lavoro da poco o si accinge ad entrarci, lo fa spesso  in forza di forme contrattuali che definire precarie è un eufemismo(vedi out-sourcing)

    Chi già lavora, invece, sa che nelle condizioni correnti l’espulsione dal mercato del lavoro è un viaggio di sola andata da affrontare senza nessuna protezione se non quella di una possibile reintegrazione nel posto di lavoro (sempre che, ovviamente che la crisi permetta,oppure sia ancora fisicamente possibile). Questo mette i lavoratori in una situazione senza uscita, nella quale il mantenimento del proprio status quo diventa l’obiettivo di massima e non quello di minima: in una fase storica

    in cui la forbice retributiva si è andata allargando al di là di ogni ragionevolezza anche la mobilità verso datori di lavoro più solidi, professionali e quindi verso

    posti di lavoro più sicuri.

    Il fatto di poter approfittare di una forza lavoro assolutamente statica e di non dover quindi competere sul mercato del lavoro non ha poi incentivato in alcun modo lo sviluppo di una cultura dell’impresa più seria e responsabile.

                                                          Un saluto da Michele Guidi (Orgoglio Operaio)