Musumeci: ‘Ipotesi commissario contro rischio idrogeologico’

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  •  “E’ una delle ipotesi che abbiamo avanzato proprio nei giorni scorsi in sede di consiglio dei ministri. Quando il Comune, la provincia o la Regione non sono nelle condizioni di mantenere il rispetto di una scadenza, serve nominare un commissario con poteri sostitutivi. Insomma che sia il gatto rosso, che sia il gatto nero a noi non interessa. L’importante è che l’uno o l’altro prendano il topo”. Così il ministro per la Protezione Civile e le politiche del mare, Nello Musumeci, a Radio 24 sulla necessità sbloccare gli interventi contro il rischio sismico e idrogeologico finanziati ma non operativi perché i fondi non si spendono. “Quando il Comune, la provincia o la Regione non sono nelle condizioni di mantenere il rispetto di una scadenza, serve nominare un commissario con poteri sostitutivi. Insomma che sia il gatto rosso, che sia il gatto nero a noi non interessa. L’importante è che l’uno o l’altro prendano il topo. E’ una delle ipotesi che abbiamo avanzato proprio nei giorni scorsi in sede di consiglio dei ministri”, spiega.

    Il ministro spiega inoltre la necessità di una legge speciale, senza nulla cedere all’abusivismo delinquenziale: “C’è la necessità di verificare se alcuni casi di abusivismo leggeri – l’esempio della finestra credo sia calzante, che non compromette la sicurezza della casa o il contesto del paesaggi – se non sia il caso di recuperarli: tutto questo consente anche l’attivazione di una attività edilizia di riqualificazione senza consumo di nuovo suolo, perché questo è l’obiettivo del governo e quindi sarebbe anche una ricaduta economica”.

    Da parte sua, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto, a Omnibus su La7, riflette che ” il Paese deve darsi delle regole per non andare sempre in deroga, perché si possano avere percorsi certi. Non è neppure una questione di fondi, perché i fondi ci sono. E’ una questione di procedure. Anche i condoni nascono dal blocco del sistema, da una illegalità amministrativa che va avanti. Distinguiamo fra alcune situazioni di condono ed essere su luoghi dove c’è il rischio della vita. Bisogna avere il coraggio di fare una valutazione caso per caso”.

    “Non posso avercela coi sindaci”, spiega inoltre il ministro all’indomani delle polemiche su una sua frase. “Sono sul fronte degli 8.000 sindaci, che devono rispondere a volte oltre le loro competenze. La mia dichiarazione di ieri è stata un po’ forte quando ho detto che bisognerebbe arrestare. Ma nasceva dal fatto che leggevo i report, vedevo che a Ischia c’era lo stanziamento dei fondi al 12 novembre 2010, e c’era scritto ‘in fase di progettazione’”.

    “Quando uno vede queste cose, dice ‘come mai?’ – ha aggiunto il ministro -. Poi non entro nel merito specifico, non mi riferivo al merito specifico. La mia valutazione è ‘andiamo a veder caso per caso’”.


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