Ora spunta il “piano”: cosa fare in caso di attacco nucleare

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  • “Piano nazionale per eventi con armi o agenti di tipo chimico, biologico, radiologico o nucleare”. Questo è il titolo di un documento che risulta essere stato inoltrato dal ministero della Giustizia e che riguarda, come la stessa elencazione rende esplicito, degli scenari dal tenore apocalittico.

    Il quadro geopolitico, di questi tempi, è quello che è, con la guerra in Ucraina e tutte le considerazioni che circolano sull’eventualità che il conflitto scatenato da Vladimir Putin si possa allargare. E a prescindere dalla fondatezza di un certo allarmismo, è chiaro come testi come questo che è balzato oggi agli onori delle cronache non possano che far riflettere, oltre a poter sollevare qualche preoccupazione in più.

    Stando a quanto ripercorso da Repubblica, che ha dato la notizia dell’esistenza del “piano”, il documento ora si trova anche sulle scrivanie dei giudici della Cassazione. Dal punto di vista concreto, il “piano nazionale” specifica quali regole seguire in caso di attacco (sì, anche nucleare). “Si consigliano quattro regole. Cercare riparo al centro di una stanza priva di finestre. Il luogo ideale è quello in cui non è possibile la ricezione di trasmissioni radio in modulazione di frequenza”, viene fatto presente. Ma insomma le strategie di sopravvivenza vengono analizzate nel dettaglio.

    L’atmosfera che viene descritta in via indiretta attraverso i “consigli”, per così dire, che vengono elargiti è catastrofica: “Se possibile, riscaldare la stanza in quanto l’aria calda determina pressioni positive e ostacola la penetrazione dei contaminati”. E ancora: “Usare le risorse disponibili per proteggere i polmoni e difendere il corpo dalle radiazioni muovendosi dietro un muro”.

    Sono scene da film – si dirà – ma che sono state messe nero su bianco. C’è anche un passaggio che riguarda le mascherine: “Anche l’utilizzo di una mascherina chirurgica può contribuire ad abbattere le sostanze contaminanti presenti nell’aria; chiudere gli accessi d’aria, ivi comprese le fessure degli infissi, anche con metodi speditivi (carta, nastro adesivo ecc.)”, viene specificato.

    Tra le regole, ci sono anche quelle da tenere in considerazione nell’eventualità di un’offensiva terroristica, con tanto d’ipotesi legata ad attacchi appunto chimici, biologici e radiologici. Ad oggi – come viene segnalato pure dalla fonte citata – non esistono prove concrete dell’effettivo pericolo che qualcosa del genere possa colpire l’Italia. Si tratta di una mossa necessaria, però, per farsi trovare pronti. Ma la sola supposizione della necessità delle regole descritte nel documento non può che lasciare attoniti.


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