Pnrr, sprint di Palazzo Chigi “Raggiunti 40 obiettivi su 55”

  • Le proposte di Reggini Auto

  • L’acquisto di tremila nuovi bus a basso impatto ambientale, il via libera a 16mila assunzioni nel comparto giustizia e la legge sulla concorrenza: il governo Meloni prepara il «decretone» con le riforme, da approvare tra Natale e Capodanno, per incassare i 19 miliardi del Pnrr. Intanto ieri è arrivato l’ok al nuovo codice per gli appalti pubblici, il riordino delle procedure per la liberalizzazione dei servizi comunali, che scatterà dal primo aprile 2023, e la riforma degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico. La task force di Palazzo Chigi tira al massimo la macchina burocratica per centrare entro fine anno i 55 obiettivi dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Un traguardo necessario per incassare la rata da 19 miliardi del Next Generation Eu. Di obiettivi finora ne sono stati raggiunti 40: ne mancano 15 da bollinare entro il 31 dicembre. Sul tavolo c’è l’ostacolo delle gare d’appalto: i Comuni sono a corto di tecnici per espletare le gare. I tempi si allungano. Su questo punto Bruxelles potrebbe concedere all’Italia tempi flessibili. Ma sulle riforme non c’è margine di trattativa. La cabina di regia, voluta dal premier Giorgia Meloni, stila la timeline fino al 31 dicembre. L’Esecutivo per rispettare gli impegni con Bruxelles deve correre su concorrenza, giustizia e trasporto locale. Sono i tre obiettivi prioritari individuati nel corso della riunione coordinata dal ministro gli Affari Europei, la Coesione Territoriale e il Pnrr Raffaele Fitto. Giustizia, concorrenza e trasporti sono i settori in cui si concentreranno gli sforzi della task force nella prossima settimana. Lo schema di intesa tra Roma e Bruxelles prevede il raggiungimento entro il 31 dicembre di 39 traguardi e 16 obiettivi, 32 relativi a investimenti, 23 a riforme. Il cruccio sono le riforme. In due settori in particolare: giustizia e concorrenza. Si dovranno mettere a punto i decreti, con i provvedimenti che rispettino i target richiesti dall’Ue. Alla riunione della cabina di regia hanno preso parte i ministri e i rappresentanti di tutti i ministeri coinvolti, che hanno illustrato lo stato di attuazione di ciascun target e milestone di propria competenza. Lo scopo è quello di raggiungere i restanti obiettivi nel pieno rispetto dei tempi previsti.

    Sul capitolo Giustizia, il ministro Carlo Nordio dovrà definire le due misure principe: la riforma del processo civile e penale, nonché l’avvio dell’ufficio del processo con 16.500 assunzioni finanziate per tre anni – che frutteranno all’Italia 2,3 miliardi di euro. Sul trasporto locale gli obiettivi da raggiungere sono di due tipi: investimenti e riforme. Per il primo punto, il ministero dovrà accelerare sul rinnovo della flotta autobus a basso impatto ambientale e la realizzazione di infrastrutture di ricarica dedicate. In particolare, è previsto l’acquisto entro il 2026 di circa 3mila bus a basse emissioni. Sulle riforme ieri in Cdm è arrivato il decreto per liberalizzare e mettere a gara i servizi di trasporto comunale e regionale. Nel testo del governo nel caso di affidamenti in house «di importo superiore alle soglie di rilevanza europea» in materia di contratti pubblici serve «una motivazione qualificata» da parte dell’ente locale, per la scelta o la conferma del modello di autoproduzione ai fini di una «efficiente gestione» del servizio, che «dia conto», anche sulla base dei modelli standard predisposti dalle autorità competenti, «dei benefici per la collettività». La legge sulla concorrenza è l’ostacolo da superare. Le liberalizzazioni (chieste dall’Ue) nel settore delle concessioni balneari e taxi restano due dossier caldi. Nel frattempo si accelera in altri campi: energia, porti e aerei. Intanto dal Consiglio dei ministri arriva l’ok al nuovo codice degli appalti. L’impianto è la bozza licenziata dal Consiglio di Stato. Entrano però alcune modifiche chieste dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, rispetto al testo che ha diffuso lo stesso Consiglio il 7 dicembre scorso. Ridimensionato il ruolo dell’Anac e fissati paletti, con l’innalzamento della soglia, per gli affidamenti diretti.


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