PRESENTATO UN ODG DA PARTE DEL PSD SUL SISTEMA BANCARIO SAMMARINESE

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  • Il Consiglio Grande e Generale,

    ascoltato il riferimento del Governo sullo stato e sulle prospettive del sistema bancario e finanziario sammarinese sulla base di una relazione della Banca Centrale della Repubblica di San Marino e del costruttivo dibattito sviluppatosi in aula,

    considerata la convergenza sostanziale emersa sull’analisi della crisi in cui versa l’economia di San Marino e sulla necessità di procedere con rapidità alla definizione di parametri che collochino la Repubblica nel novero dei Paesi virtuosi sul fronte della collaborazione internazionale,

    alla luce delle trattative in atto nei rapporti con la Repubblica Italiana, in particolare dell’accordo di cooperazione finanziaria,

    valutata la necessità di negoziare accordi bilaterali e multilaterali capaci di offrire all’economia sammarinese un quadro di certezze in cui operare nel pieno riconoscimento della propria operatività,

    condivide l’affermazione per cui ritiene “decisivo l’opportuno coinvolgimento del mondo politico e dell’opinione pubblica circa la necessità di intraprendere e perseguire con determinazione il percorso di integrazione internazionale, poiché una trasformazione così significativa e onerosa, anche in termini di cambiamenti nella cultura e nelle abitudini, non potrà mai avvenire al di fuori di un progetto politico e strategico condiviso dalla maggioranza della classe politica e della cittadinanza”,

    ritiene strategica l’identificazione come driver dello sviluppo la “bassa fiscalità interna e una regolamentazione efficace che incentivino le imprese finanziarie a localizzare effettivamente la produzione a San Marino. Affinché tali imprese possano liberamente promuovere e offrire i propri prodotti e servizi su mercati di altri Paesi; a tal fine, è necessario che San Marino concluda accordi di cooperazione e convenzioni contro le doppie imposizioni calibrati in modo tale da non vanificare gli incentivi interni”,

    condivide “che tale nuovo modello potrebbe favorire sinergie internazionali con la stessa Italia, posto che, dal punto di vista di quest’ultima, dovrebbe essere considerato maggiormente compatibile con i suoi stessi obiettivi, in termini di concorrenza con altre giurisdizioni, anziché, come accade con il modello vigente, quale elemento di disturbo e di distorsione per la propria economia”.

    Il Consiglio Grande e Generale

    istituisce un tavolo di confronto affinché gli elementi emersi dal dibattito possano essere tradotti in obiettivi programmatici da proporre nel corso della trattativa in corso con l’Italia affinché vengano inseriti come parti integranti degli accordi contro le doppie imposizioni e finanziario che dovranno essere sottoscritti.
    San Marino, 18 settembre 2009